Orzes, la scuola si svuota I profughi in Cadore

Una decina di migranti alloggiata a Perarolo e Vallesina, altrettanti a Cavarzano In provincia sono 119: continuano le attività di integrazione e i corsi di lingua
Di Valentina Voi
Alle scuole di orzes si preparano i letti per l'arrivo di venti migranti
Alle scuole di orzes si preparano i letti per l'arrivo di venti migranti

BELLUNO. Dopo mesi di viaggio hanno una casa. Anche gli ultimi 20 profughi ospitati ad Orzes, nella ex scuola elementare messa a disposizione dal Comune come alloggio temporaneo, hanno trovato una sistemazione. Dieci quelli trasferiti in Cadore, per la precisione a Perarolo e Vallesina, altri dieci alloggiano invece in Valbelluna, a Cavarzano. Per tutti la soluzione scelta dal Consorzio Sviluppo e Innovazione è quella della struttura privata in appartamento.

I migranti alloggiati in Cadore sono stati affidati alla Cooperativa Cadore mentre quelli di Cavarzano sono destinati a spostarsi nuovamente: la sistemazione è infatti temporanea e nel giro di pochi mesi Marco Slongo, presidente del Consorzio Sviluppo e Innovazione, conta di chiudere le trattative per una sistemazione a Belluno. Intanto, però, la struttura di Orzes è nuovamente libera e i migranti possono godere di vere e proprie case pagate grazie alla convenzione con il ministero degli Interni.

Rimane stabile il numero di migranti in provincia di Belluno: sono 119, distribuiti tra il Feltrino, la Valbelluna e le terre alte. A Limana ce ne sono una dozzina mentre sono circa 15 quelli che vivono negli appartamenti di via Vittorio Veneto a Belluno. A Cavarzano ce ne sono un’altra dozzina alla quale si aggiungono i 10 migranti trasferiti in via temporanea questa settimana. Oltre ai 10 del Cadore ce ne sono 40 nel Feltrino e 20 sono ospitati dalla Ceis.

Nelle strutture di accoglienza i migranti - provenienti da Mali, Nigeria, Yemen, Costa d’Avorio e Ghana - stanno continuando con le attività di integrazione, ad esempio con lezioni di italiano. Ma non solo. La febbre mondiale colpisce anche chi arriva da un altro continente: le partite si seguono dalle televisioni nelle diverse strutture.

Un’integrazione non sempre facile, come ha dimostrato il caso del ragazzo yemenita che alla Secca ha litigato con altri rifugiati. «Molti hanno parenti e amici altrove e vorrebbero trasferirsi» spiega Slongo, «abbiamo predisposto un incontro con un avvocato e un mediatore culturale per spiegare agli ospiti quali sono i loro diritti e i loro doveri».

Al momento non dovrebbero arrivare altri migranti nel Bellunese. La capacità ricettiva della provincia sembra essere al completo, come ha sottolineato anche la Prefettura, ma il Consorzio sta continuando a vagliare la disponibilità di alloggi.

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