C’è poco cemento nel Pat di Pedavena

PEDAVENA. I pedavenesi potranno dare uno sguardo al paese del futuro lunedì sera, quando l'amministrazione illustrerà alla cittadinanza gli elaborati e le norme tecniche del nuovo Piano di assetto del territorio, lo strumento di pianificazione urbanistica che una volta adottato sostituirà il vecchio Piano regolatore della metà degli anni Settanta per disegnare il volto della Pedavena negli anni a venire. Appuntamento alle 20.30 in sala Guarnieri. «Dall'edilizia all'urbanistica, una scommessa importante sul futuro»: Così la giunta guidata da Teresa De Bortoli presenta il Pat, al quale sono stati dedicati quasi cinque anni di lavoro, undici commissioni e una serie di sopralluoghi. La filosofia è quella di una crescita equilibrata con un modello sostenibile che valorizzi gli elementi di pregio, protegga l'ambiente e garantisca la sicurezza del territorio. Recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente prima di gettare altro cemento è l'idea di fondo, quindi si sono contenute le principali zone di trasformazione all'interno dei perimetri già urbanizzati o limitrofi ai centri frazionali e alle recenti lottizzazioni.
«Le altre aree di sviluppo previste sono di modesta entità e nella maggior parte dei casi posizionate nei borghi rurali, luoghi già individuati nel Prg vigente dove per mezzo dei crediti edilizi sarà possibile ottenere della volumetria per ampliare gli edifici esistenti o costruirne di nuovi», fa sapere la giunta comunale, che al passaggio dal Piano regolatore al nuovo Piano di assetto del territorio ha dedicato la prima pagina dell'ultimo numero del periodico “Informa Pedavena”. È stata limitata l'espansione residenziale e viene ridisegnata la zona artigianale-industriale, però il freno al consumo di territorio «non deve essere inteso come negazione dello sviluppo, ma piuttosto come un incentivo alla riqualificazione sociale ed economica del Comune».
Queste le scelte progettuali adottate in municipio, «soprattutto in merito alla tutela paesaggistica e al contenimento dell'espansione dell'edificato a tutela del territorio agricolo del quale si vogliono preservare sia gli aspetti naturali sia le colture in essere, individuando in questi elementi un traino per lo sviluppo turistico-economico». Il passo successivo sarà l'adozione del Pat in consiglio, poi ci saranno trenta giorni di pubblicazione degli elaborati e altri trenta per presentare le osservazioni. (sco)
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