Pogacar fa poker: è il re delle Strade Bianche

Lo sloveno attacca a 80 km dalla fine e per gli altri come al solito è notte fonda. Secondo il baby fenomeno Seixas. Italiani? Non pervenuti

Antonio Simeoli
Tadej Pogacar
Tadej Pogacar

Nuova stagione vecchie abitudini. Tadej Pogacar fa esattamente come nelle ultime due edizioni. Attacca da lontano e si beve i tratti di strade bianche (splendidi e al solito affollati di tifosi entusiasti) e gli avversari.

L’unico che prova a resistergli è il francese Paul Seixas, 19 anni della Decathlon. Gli sta a ruota per qualche centinaia di metri sul tratto in sterrato e in salita di Monte Sante Marie e poi deve lasciare andare il re.

Un anno fa nemmeno una caduta l’aveva fermato, in questa edizione si è andato a prendere la quarta vittoria (record assoluto) imponendo un ritmo impressionate. Non c’è nulla da fare, è imbattibile. Ha vinto con più di un minuto di margine, festeggiando ampiamente con la gente nell’ultimo km. E impennando la bici all’arrivo con inchino: 42,6 km/h di media.

E ha una squadra super: il giovane svizzero Jan Christen gli ha aperto la strada, il messicano Isaac Del Toro l’ha coperto dimostrando una condizione superlativa, del resto ha “solo” il Giro d’Italia 2025 alla penultima tappa.

Ora la sfida per lo sloveno è la seguente: ce la farà tra due sabati il 27enne di Komenda, acclamato da migliaia di persone sul percorso, a vincere la Milano Sanremo, una delle poche corse che gli mancano ancora in carriera, una specie di ossessione per lui? Il percorso non lo favorisce, difficile fare la differenza su Cipressa e tanto meno Poggio, ma da uno così c’è da aspettarsi di tutto.

Gli italiani? Squagliati, inesistenti. Non ci siamo, nel finale oltre al fenomeno Seixas, una specie di Pogacar del futuro che si è preso la seconda piazza staccando Del Toro (ha 19 anni signori e’ un fenomeno), i francesi, ad esempio, e in crisi di risultati ne recente passato, altri corridori come Gregoire a lottare e due squadre, là Decathlon e la Groupama, che stanno salendo di livello nel panorama del ciclismo mondiale. In Italia non abbiamo nemmeno una squadra World Tour da quasi un decennio.

Lunedì inizia la Tirreno Adriatico ci affidiamo alle volate del friulano Jonathan Milan (Lidl Trek), anche se le occasioni saranno una o due non di più, alle ambizioni di classifica di Antonio Tiberi (Bahrain) e al talento di Giulio Pellizzari (Red Bull). Almeno qualcosa. Intanto, onore a Re Taddeo. Per la quarta volta signore di Siena.

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