Rossi: «L’Alleghe non farà la serie A»

Il presidente biancorosso lancia l’allarme per il futuro degli agordini. «Non faccio un tuffo senza la certezza di riemergere»
Di Gigi Sosso
Feltre, 20 Settembre 2009. Alla Birreria Pedavana l'Alleghe Hockey Tegola Canadese presenta le sue squadra, dalla under 8 alla prima squadra
Feltre, 20 Settembre 2009. Alla Birreria Pedavana l'Alleghe Hockey Tegola Canadese presenta le sue squadra, dalla under 8 alla prima squadra

BELLUNO. Un lago di lacrime. Allarme ad Alleghe: «Non ci iscriviamo al campionato». Non sono le parole di un dirigente qualsiasi, ma del presidente Renato Rossi. Da quando è tornato in Italia dal Canada, il numero uno di via Lungolago non ha fatto che bussare alle porte delle aziende: nessuno gli ha aperto e allora anche un grande appassionato come lui deve per forza essere realista. A meno che l’indimenticato vice Nilo Riva non guardi giù e non accada un miracolo, le Civette saranno al via solo del campionato di A2, con la squadra della serie C Under 26. Nemmeno mezzo straniero. Per il resto, proseguirà il vivaio, ma di massima serie non se ne parlerà più fino a chissà quando.

I problemi sono nati, dopo l’addio dello sponsor principale tegola Canadese, che fra l’altro è un’azienda con sede a Vittorio Veneto e non in provincia di Belluno: «C’è stata una riunione, nella quale abbiamo dovuto prendere atto di una verità: non siamo in grado d’iscrivere la prima squadra al campionato di competenza e questo a meno di quattro settimane dal limite per la presentazione delle domande», sospira Rossi con un filo di voce, «non faccio un tuffo, senza la certezza di poter riemergere».

Due trattative difficili. Le uniche ciambelle di salvataggio sono un paio di colloqui ancora in corso: «Non sono ottimista, purtroppo e lo dico a malincuore. Ci sarà la possibilità di avere dei contributi, ma non mi sembra che queste aziende vogliano diventare il nostro sponsor principale.E il guaio èche anche i marchi meno imporanti hanno garantito qualcosa di meno o addirittura niente. La crisi è micidiale».

Prestiti o addii. Nell’hockey, ci svincola a trent’anni e questa potrebbe essere una fortuna. Nel senso che , ad esempio, nel calcio ne bastano venticinque. Dovessero tramontare tutte le possibilità: «Daremmo in prestito a qualcuno i giocatori ancora di proprietà, mentre qualcuno sarebbe libero di andare dove meglio crede. Non avremmo altra scelta, di questo siamo tutti perfettamente consapevoli».

800 mila euro. La cifra necessaria è indubbiamente importante. Forse solo Luxottica sarebbe in grado di garantirla: «Ne abbiamo parlato con i rappresentanti del colosso dell’occhialeria, ma non abbiamo avuto risposte positive, se non per il settore giovanile. Il contributo significativo c’è sempre stato, ma non tale da coprire tutta una stagione».

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi