Per Cecchin 14° posto ai Mondiali

Il feltrino termina la gara nonostante la brutta caduta nel Blue river

FELTRE. Si è conclusa con il 14° posto l’avventura del l pescatore feltrino Stefano Cecchin al “World Fly Fishing Championship” in Colorado. Dopo cinque dure prove su tre fiumi e un lago (Blue river, Eagle river Up, Eagle river Under in Colorado, oltre al Silvan Lake), 150 atleti di 25 nazioni si sono dati battaglia nella più ambita competizione mondiale della Pesca a mosca.

L’azzurro Cecchin ha esordito nel Blue river, catturando 22 pesci e posizionandosi subito al secondo posto della classifica. Il giorno successivo ha affrontato l'Eagle Up recuperando a guadino 10 pesci, scendendo al 13° posto. Il giorno successivo sull’Eagle Under ha catturato 5 pesci, a pari merito con altri sei pescatori, ed è risalito fino al nono posto. Il mercoledì pomeriggio gli è servito tutto per riposarsi e riprendersi dal brutto infortunio dovuto a una caduta nel Blue river che gli ha provocato problemi alla mano destra, una botta al ginocchio e alcuni punti di sutura. Ma nonostante tutto è riuscito a fare 6 catture alla pari con altri tre pescatori, volando al quinto posto. L’unico rammarico a quel punto è stato di aver perso 4 importanti pesci a causa di una violenta abboccata che gli ha provocato la rottura del filo, facendo sfumare così il sogno della prima posizione. La gara è terminata nel Silvan lake con 5 catture a guadino e una 14ª posizione finale. La squadra italiana si è piazzata ottava su 25.

«Come team abbiamo dato tutto», esclama Cecchin, comunque soddisfatto, «ci siamo preparati nei fiumi americani, su tratti simili alle beat ufficiali. Ma spesso può accadere che in gara le cose mutino e bisogna essere preparati a cambiare in breve tempo strategia. Anche Andrea Pirone si è fatto male e questo ci ha portato 25 penalità. Io dalla prima prova ho continuato a gareggiare con una profonda ferita alla mano e una contusione al ginocchio. È evidente che a un Mondiale la preparazione fisica è predominante, si devono superare anche forti correnti impetuose, rischiando di cozzare e scivolare a valle, anche per parecchi metri».(f.v.)

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