De Marco: «Nuove regole necessarie». Ecco come cambia il Var in Serie A

L’ex arbitro di Serie A e commentatore tecnico di Mediaset applaude l’Aia. Le scelte e le linee guida introdotte da Orsato convincono gli addetti ai lavori: «Torneremo a vedere i direttori di gara più decisionisti e meno attendisti»

Lucia Anselmi
Andrea De Marco, ex arbitro di Serie A e oggi commentatore tecnico di Mediaset
Andrea De Marco, ex arbitro di Serie A e oggi commentatore tecnico di Mediaset

Dalla possibilità di revocare la doppia ammonizione con il Var al silent check in tempi rapidi per annullare i calci d’angolo dati per errore, le novità arbitrali per la prossima stagione di Serie A sono pronte per il debutto.

Provvedimenti adottati per consentire agli arbitri di poter affrontare il campionato nel migliore dei modi e per snellire, soprattutto, le tempistiche di gioco, tema sempre caldo e dibattuto. A parlarne è Andrea De Marco, ex arbitro di Serie A e oggi commentatore tecnico di Mediaset.

De Marco partiamo dalla novità più discussa anche nei mesi scorsi dopo l’episodio che ha visto protagonisti Bastoni e Kalulu durante il derby d’Italia, cosa ne pensa della possibilità del Var di poter intervenire per revocare la doppia ammonizione?

«Guardi, e ritengo sia un pensiero comune, credo che era l’ora di introdurre questo provvedimento. Era un po’ un paradosso, rispetto anche al caso specifico di Inter-Juventus, dove tutti avevano visto ciò che non c’era stato, che il Var non potesse intervenire per correggere una mancanza dell’arbitro, quindi è giusto aver risolto questa lacuna sul protocollo e con un provvedimento utilissimo. Detto questo è bene puntualizzare due cose: il Var non interverrà mai per revocare la prima ammonizione, ma solo in caso dell’arrivo del secondo cartellino giallo e, riprendendo il caso specifico di Bastoni-Kalulu, verrà solo annullato il provvedimento e non rivalutata e sanzionata la simulazione. Quindi una volta revocata la decisione errata si ripartirà con la rimessa senza fare altro».

Un’altra novità è l’introduzione del silent check sui calci d’angolo, una scelta da compiere però in pochi s secondi.

«Sarà una scelta immediata, ci sono casi in cui l’arbitro può essere schermato da una mischia o che sia lui sia gli assistenti non vedano la deviazione e in quel caso se l’errore non sfugge agli occhi del Var può essere segnalato, ma deve essere fatto nel più breve tempo possibile per non andare a incidere sul tempo di gioco. Anche qui come per quanto riguarda la norma precedente viene annullato il calcio d’angolo, ma non viene mai utilizzato per assegnarne uno».

Sono stati fatti molti passi in avanti dall’introduzione del Var a oggi, ma cosa c’è ancora da migliorare secondo lei nel regolamento arbitrale?

«Io penso che dalla sua introduzione l’utilizzo del Var sia stato migliorato anche se stagione dopo stagione vediamo sempre che c’è qualcosa da sistemare. Sicuramente è stato fatto un buon lavoro anche per quanto riguarda la riduzione delle perdite di tempo e gli accorgimenti sono quelli che abbiamo già visto al Mondiale, dove hanno dato i loro frutti. Per esempio il calciatore avrà 5 secondi per battere la rimessa o il rinvio altrimenti avverrà dato il calcio d’angolo o l’inversione della rimessa. Chiaramente come ha sottolineato lo stesso Daniele Orsato l’arbitro non farà da cronometrista, ma valuterà le situazioni che ha difronte e il conteggio verrà fatto con le mani come si fa con gli 8 secondi previsti per il portiere. Con il nuovo regolamento anche le sostituzioni saranno interessate: il giocatore avrà 10 secondi per lasciare il campo e se tarderà l’ingresso del suo sostituto avverrà solo un minuto dopo e non ad azione in corso, ovviamente, ma solo al termine».

E per quanto riguarda le linee guida?

«Quelle adottate da Orsato si rifanno a quelle di Rosetti che ha redatto un vademecum della Uefa a cui dovranno adattarsi le federazioni arbitrali. In questo caso vedremo gli arbitri più decisionisti e meno attendisti rispetto al Var che deve essere uno strumento di supporto al direttore, così come dovrà esserci tolleranza zero sulle proteste per evitare i capannelli davanti al direttore di gara».

Tra i nuovi arrivi in Can ci sono anche due eccellenze venete.

«Drigo di Portogruaro e Poli di Verona sono cinque dei nuovi arbitri promossi. La scuola veneta da sempre produce grandi individualità come Casarin, Agnolin e lo stesso Orsato tanti arbitri di alto livello così come lo sono i direttori di gara italiani, da sempre tra i più apprezzati anche all’estero per l’ottima preparazione».

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