Pavan, una mail è costata l’esonero dai Giovanissimi dell’Union Feltre
FELTRE. Mail incriminate. Non solo nella campagna elettorale americana, ma anche qui da noi un messaggio di posta elettronica può far scoppiare un caso. È questo il motivo dell'improvviso esonero di Roberto Pavan dalla guida dei Giovanissimi Élite dell'Union Feltre.
Verso la fine della scorsa settimana infatti è arrivata, alla casella postale della società verdegranata, una richiesta di accredito al match con il Montebelluna da parte dell'Altovicentino per "il proprio osservatore Roberto Pavan". Questo ha mandato su tutte le furie la dirigenza feltrina, che ha di fatto immediatamente sollevato dall'incarico Pavan. Ruoli incompatibili, e così già domenica in panchina c'era l'allenatore Marcelo Bertuzzi, in attesa che venga scelto il nuovo allenatore.
Roberto Pavan chiarisce così la questione, senza alcuna polemica nei confronti dell'Union. «È stato un malinteso, non ho mai lavorato per l'Altovicentino negli ultimi due anni. Qualche dialogo c'è stato come si fa con tutti, magari per esprimere un'opinione su un giocatore, ma non è giusto definirmi loro osservatore. Lo scorso anno, comunque, mi facevano qualche accredito per andare a vedere delle partite dove magari c'era un ragazzo da monitorare, ma così come in passato è successo per altre società senza che per forza questo implicasse il lavorare per loro».
Ma quindi questa mail come mai è arrivata alla segreteria dell'Union?
«Un errore del segretario dell'Alto che si è scusato subito. Se ci si pensa, poi, non avrebbe avuto senso farmi accreditare, dato che già entravo comunque a vedere le partite allo Zugni Tauro in qualità di allenatore del vivaio».
Scelta accettata. Il vero dispiacere è abbandonare i giocatori con i quali si stava costruendo un bel campionato.
«La società se l'è presa per questo fatto, ma giustamente prendono le proprie decisioni. Non penso sia una frattura che si possa ricomporre. Di certo però non posso chiedere scusa per una cosa che non ho fatto. Ieri ho incontrato i ragazzi e li ho salutati. Lascio senza polemica, questo ci tengo venga sottolineato. Resta solo l'amaro in bocca per non poter proseguire il lavoro assieme ai giocatori con i quali ho condiviso mesi straordinari, dopo la salvezza dello scorso anno e ben due tornei vinti. Auguro loro il meglio».
Giusti non ci sta. Di tutt'altro avviso e tenore le parole del presidente Nicola Giusti, irremovibile sulla decisione.
«Non è la prima volta in questa stagione, e ribadisco in questa, perché in quelle prima non mi interessa, in cui viene accreditato per l'Altovicentino in qualche stadio del girone ed è certificato che lui sia ancora un loro collaboratore. Un comportamento che non vogliamo proprio accettare».
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