Hockey. Alleghe, divorzio ufficiale da Surenkin. Cambia anche il Feltre
Levis: «Grazie per il lavoro, ma si erano incrinati i rapporti con la squadra». Attese novità anche dal Feltre, che non proseguirà con Ekrt

Un doppio cambio in panchina. Uno ufficiale da ieri, l’altro solo da ratificare. Alleghe e Feltre nel prossimo campionato avranno entrambe un nuovo allenatore, in quanto si sono conclusi i rapporti con i tecnici Vesa Surenkin e Martin Ekrt.
Le Civette hanno confermato ieri pomeriggio la separazione, mentre il sodalizio feltrino lo faranno a breve.
QUI ALLEGHE
Dopo due annate, Surenkin saluta il sodalizio agordino. L’avvicendamento era nell’aria, perché il peso del brutto Master Round e dei playoff terminati ai quarti di finale ha lasciato degli strascichi. Qualcosa si era logorato nei vari rapporti, di conseguenza meglio stringersi la mano e proseguire ognuno per la propria strada augurandosi il meglio. Non c’è ancora il nome del sostituto, a ogni modo non manca il tempo nel quale valutare il profilo ideale.
«Innanzitutto ringraziamo Vesa», spiega il vicepresidente Matthias Levis. «In queste due stagioni abbiamo sempre lottato nelle posizioni di vertice, raggiungendo in entrambe le circostanze il Master Round e andando a giocarci a gennaio la finale di Coppa Italia. Al tempo stesso, è evidente qualcosa si sia inceppato proprio dopo la partita contro il Caldaro a Milano, non raggiungendo le semifinali playoff come ci eravamo prefissati. Sia chiaro, le colpe non sono state solo sue ma di tutti quanti: si vince e si perde assieme. Si erano però un po’ incrinati dei rapporti con la squadra e di conseguenza si prosegue ognuno per la propria strada, in modo molto sereno».
Nelle prossime settimane, oltre al coach, la dirigenza inizierà a definire il gruppo di giocatori chiamato a un immediato riscatto cavalcando l’onda del forte entusiasmo attorno al club biancorosso. In attesa di conoscere il numero di stranieri schierabili - da alcune voci dovrebbe passare da due a tre ma con gli ucraini non più considerati “italiani” - l’obiettivo è blindare chi ha più mercato e colmare le lacune palesate nella seconda parte di stagione.
«Abbiamo il desiderio di continuare a essere protagonisti, detto che è stata difficile da digerire l’eliminazione ai quarti. Il nuovo allenatore? Stiamo facendo delle valutazioni».
QUI FELTRE
Naturale conclusione di un ciclo e necessità di dare nuovi stimoli tecnici alla squadra. Il presidente Nicola Cassol conferma l’indiscrezione sulla fine del rapporto professionale tra il Feltre e coach Martin Ekrt.
Le strette di mano non sono mancate e rimarrà sempre la stima reciproca, dopo due anni e mezzo caratterizzati da tre qualificazioni playoff comprensive di una semifinale raggiunta e soprattutto della conquista della Coppa Italia nel 2025.
Presidente, conferma che la scelta societaria è quella di cambiare allenatore?
«Sì, ma in modo molto sereno e senza dubbio non mancavano dei presupposti per proseguire assieme. È evidente si sia chiuso un ciclo, dentro il quale peraltro abbiamo ottenuto risultati soddisfacenti. Al tempo stesso, quasi tre anni con lo stesso allenatore non sono così comuni in Italian Hockey League. Abbiamo avuto un percorso di sviluppo lungo assieme ad Ekrt e di sicuro tutti i giocatori sono nel frattempo cresciuti e maturati. Adesso era però giusto guardare avanti, anche nell’ottica della necessità di nuovi stimoli. L’andamento faticoso dell’ultima stagione non c’entra, tanto che non è mai stato messo in discussione».
Un campionato difficile, dove comunque avete raggiunto i quarti playoff. L’anno prossimo a cosa vorreste puntare?
«Ci siamo resi conto sulla nostra pelle che nello sport essere ambiziosi non significa raggiungere quanto prefissato. O meglio, è evidente la conquista della Coppa e le semifinali raggiunte nel 2025, oltre alla possibilità di disputare la Supercoppa, avessero alzato l’asticella. Ma tutte le formazioni hanno le stesse idee, di conseguenza non è detto il ghiaccio ti dia ragione. In ogni caso, in tre anni ci siamo sempre qualificati ai playoff, alzando un trofeo e portato avanti un vivaio ora da quasi 200 tesserati che traggono giovamento dall’entusiasmo e dalla visibilità della prima squadra. Ora vedremo, ma muovendoci in base alle nostre possibilità economiche cercheremo di mantenere il roster giovane e competitivo, basandoci sulla conferma del gruppo locale. Detto ciò, delle incognite ancora ci sono: quante formazioni saranno iscritte, se verrà concesso il via libera ai tre stranieri per mantenere alto il livello qualitativo del campionato e così via». Dopo tre anni in IHL, come sta la società?
«L’esperienza è senza dubbio superiore. Rimango comunque dell’idea che una realtà come la nostra così legata al territorio debba poter contare su un maggior sostegno istituzionale: basta vedere i modelli di alcune formazioni che affrontiamo».
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