Il vivaio è prolifico: dopo Cossalter spunta Boschet

Union Feltre, il mister utilizza un altro giocatore fatto in casa. «Quanta intensità in serie D, ho giocato 20’ ed ero stravolto»

FELTRE. Alex e Alex. Uno Cossalter, l'altro Boschet. Anzi, Zoldak Boschet stando alla carta d'identità. Il primo si è ritagliato da subito uno spazio da super protagonista alle dipendenze di mister Bianchini, l'altro sta entrando pian piano nelle rotazioni.

Da semplice giovane aggregato nel corso delle preparazione estiva ad alternativa importante da inserire a sfida in corso. Tre presenze da subentrato non sono male per un ragazzo di appena sedici anni. E mai apparizioni casuali, o in partite già chiuse. Prendete domenica scorsa. Sei sull'1-1, non riesci a sbloccarla e chi prende il posto di Cossalter? Proprio lui. In fondo ha anche portato bene, dato che poi è arrivata la vittoria.

«Però, l'intensità della serie D è davvero impressionante. Ho giocato una ventina di minuti e sono uscito stravolto, non so se dovessi giocare da titolare subito... In più si trovano di fronte avversari molto fisici, tosti. Per me, da un po' senza i novanta minuti nelle gambe, non è facile, però penso di essermela comunque cavata».

Da fuori è sembrato di sì. Il mister era contento?

«Così mi ha detto negli spogliatoi. Però vuole che abbia più grinta in certi frangenti ed ha assolutamente ragione. Sono molto esigente con me stesso, gioco in serie D e devo sbagliare il meno possibile».

Prova a descrivere le caratteristiche tecniche di Alex Zoldak Boschet?

«Mi piace variare in tutta la linea d'attacco, però trequartista è sempre la mia posizione preferita».

Hai due maestri in squadra come Rondon e Madiotto. Cerchi di carpire loro qualche segreto?

«Dico la verità, sono i due che più mi impressionano a livello di tecnica individuale. Durante gli allenamenti soprattutto, vedo far loro cose che io neppure riesco ad immaginare».

In serie A c'è un giocatore che ammiri, magari nel tuo ruolo?

«Da juventino, guardo giocare sempre volentieri Paulo Dybala. Mancino come me, tra l'altro».

E nel girone, da avversario, chi ti ha impressionato di più a livello tecnico?

«Forse quello che facci è un nome a sorpresa. Bussi del Mestre, quello che ci ha segnato il primo gol».

A livello di obiettivi non potete più nascondervi, potete certamente puntare a qualcosa in più della semplice salvezza...

«Siamo davvero una bella squadra. Non solo nel reparto avanzato, ma anche da altre parti. Penso a Guzzo, ad esempio, oppure un giovane come Solagna che sta facendo molto bene. Il mister ci ripete sempre il tipo di campionato da disputare: possiamo essere una sorpresa, la classifica in questo momento è gratificante».

E del tuo coetaneo, oltre che compagno di reparto Alex Cossalter cosa ci dici? Te lo aspettavi giocasse così tanto?

«Sono sincero, così tanto no. Però è molto bravo, ha qualità importanti e ti confesso che stiamo tutti aspettando il suo gol. Per ora ci è andato solo vicino purtroppo. Ma arriverà presto».

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