Francesca con i maschi? C’è l’ok del Csi

BELLUNO. Avanzo, c’è posto. Il Centro sportivo italiano apre tutte le porte possibili a Francesca Avanzo. La prossima stagione la giocatrice della Dynamo Vellai di serie C della Figc potrà avere una maglietta della Stella Azzurra di A2. Come desiderano lei e i suoi futuri compagni di squadra, per non parlare del direttore sportivo Giovanni Soriente. Non sarà un problema attrezzarle uno spogliatoio e permetterle di fare la doccia. Nessuna discriminazione, anche se qualche maschiaccio poco progressista ha già fatto una smorfia e si sentirebbe a disagio, nel pagarle una bibita, durante il dopo partita. Figurarsi una birra. Ma quella del calcio, che non sarebbe uno sport per signorine diventa un luogo comune fuori dal tempo e dallo spazio. La richiesta dell’attaccante originaria di Adria, ma da tredici anni a Vellai e almeno tre all’interno di Villa San Francesco come educatrice è stata non soltanto molto garbata, ma anche motivata: «Sposare completamente il progetto della comunità di Facen» ha detto l’altro giorno.
Il Csi bellunese non si era tirato indietro con il suo presidente Dario Dal Magro, che già si era dichiarato disponibile ad accoglierla nel movimento. A distanza di qualche giorno, il presidente della commissione tecnica del calcio Maurizio Comiotto è ancora più esplicito: «Ci mancherebbe solo che non accettassimo tra noi questa ragazza», attacca l’ex arbitro, «non sarebbe giusto e posso già anticipare che ci sarà sicuramente posto. Se servirà al nostro comitato centrale, vorrà dire che faremo una deroga. Capisco la prudenza del mio presidente Dal Magro, perché un’occhiata ai regolamenti, per trovare la soluzione migliore bisogna sempre darla, fatta questa premessa non ho dubbi sulla possibilità molto concreta che Avanzo giochi con noi».
Che sarebbe un’eccezione, mentre il Csi pensa serenamente a una regola: «L’invito non vale soltanto per lei, ma anche per tutte le altre ragazze che lo volessero. Noi siamo un ente di promozione sportiva e possiamo permetterci un discorso del genere. Volendo metterla anche su un altro piano, si tratta di pubblicità positiva, il che non guasta assolutamente . Non capisco perché, nel frattempo, qualcuno abbia trovato da ridire. Il nostro spirito è quello che dare spazio a tutti coloro che vogliano divertirsi, all’insegna dei più puri ideali dello sport. Se dovesse prendere qualche scarpata? Questo le capita anche nel calcio femminile, al quale è abituata. È uno sport di contatto e non prevede una rete in mezzo come la pallavolo. Il rischio di prendere una botta esiste, ma sono convinto che questa ragazza sappia già come farsi rispettare. Ci sono donne, che fanno l’arbitro e anche l’assistente, in un mondo considerato fino a poco tempo fa un’esclusiva di noi uomini».
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