De Silvestro e Meneghin spiegano i valori paralimpici

BELLUNO. «Dopo l'incidente non ho avuto il minimo dubbio: lo sci è la mia vita, ho ricominciato subito ad allenarmi, faccio quello che mi piace e ho come obiettivo vincere le prossime paralimpiadi....

BELLUNO. «Dopo l'incidente non ho avuto il minimo dubbio: lo sci è la mia vita, ho ricominciato subito ad allenarmi, faccio quello che mi piace e ho come obiettivo vincere le prossime paralimpiadi. Penso sempre positivo, sono ottimista, mi diverto e vivo allo stesso modo dei ragazzi della mia età».

Nessun dubbio per Renè De Silvestro, giovane atleta classe 1996 di San Vito di Cadore, disabile dal 2013 a seguito di un incidente sugli sci e oggi campione mondiale juniores nel lancio del peso e del giavellotto. Lo ha raccontato incontrato agli studenti delle classi prime, seconde e terze liceo Scientifico Sportivo e liceo delle Scienze Umane Leonardo Da Vinci di Belluno, suscitando l'attenzione e l'ammirazione di tutti. Timido, serio e determinato, Renè ha risposto alle domande che gli sono state rivolte, sottolineando come l'ambiente, la sua fidanzata e la famiglia lo abbiano sempre sostenuto e come si senta a tutti gli effetti fortunato. Gli studenti gli hanno fatto dono di due cartelloni, che riassumono il valore dell'incontro.

«Ti ammiro perché sei coraggioso e sei stato capace di affrontare momenti così difficili guardando sempre avanti. Vorrei essere come te, imparare da te», ha scritto una studentessa.

Presente anche Andrea Meneghin, pluricampione italiano di bob a quattro, campione di lanci nell'atletica e dal 2000 tecnico della nazionale di atletica leggera disabili, oltre che accompagnatore degli atleti alle paralimpiadi. A lui il compito di spiegare cosa significhi lavorare con atleti disabili.

«Non dobbiamo trattare questi atleti con pietismo. Si impegnano come tutti gli altri, sono determinati e capaci di raggiungere grandi risultati. A Rio abbiamo portato a casa sei medaglie. Nella maggior parte dei casi abbiamo da imparare da loro: sono ironici e autoironici, hanno la forza di rialzarsi e vincere». (dapo)

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