Candidatura Gianni Davanzo al Belluno

BELLUNO. Davanzo al davanzale. Dalla sua finestra nella Bassa, vede le Dolomiti e non può nascondere che gli piacerebbe diventare il nuovo direttore sportivo del Belluno. È stato più volte al Polisportivo, anche ultimamente e trova affascinante la scrivania occupata fino all’altro giorno da Gianpietro Boccanegra. Gianni Davanzo ha fatto questo ruolo sia al SandonàJesolo che al Quinto e, in città, non gli mancano gli amici: Renzo Savasta, Pierluigi Tomasella... Peraltro la sua non è ancora una candidatura ufficiale, certo il presidente Sergio Carbonari dice che «stiamo sentendo delle persone, sia in provincia che fuori, dopo che Boccanegra si è dimesso. Sia ben chiaro che non l’abbiamo mandato via noi. Sarebbe rientrato nel nostro progetto per il prossimo campionato, però ha deciso di non accettare e io non corro dietro a nessuno. Quando qualcuno non condivide il progetto della società, può dirlo e arrivare alle conclusioni che crede».
L’età delle dimissioni. Boccanegra non ha preparato ieri gli scatoloni. Quando tutti pensavano che la sua conferma fosse scontata e stesse già lavorando per il prossimo campionato, in realtà era già da un’altra parte. O a casa: «Ho saputo un mese e mezzo fa della sua scelta di non rimanere. In questo periodo, non è che siamo rimasti passivi. Io e gli altri componenti del consiglio d’amministrazione ci siamo dati da fare, per trovare delle altre soluzioni. Come dicevo, ci sono tre o quattro piste che stiamo seguendo, in attesa che Livio Gallio accetti di prendere il mio posto. Io sono rimasto un anno in più del dovuto e adesso tocca a lui. Sono convinto che, alla fine, prenderà in mano la situazione».
«Spendere meglio». Il primo comandamento, in piazzale della Resistenza sarà questo: «Il nostro orgoglio è quello di essere stati sempre puntuali con i pagamenti. Possiamo aver sgarrato di qualche giorno, ma i ragazzi hanno capito e apprezzato. A proposito, il merito di questi 52 punti va diviso fra tutti: squadra, staff tecnico, direzione sportiva e anche dirigenza. L’indicazione che ho dato, ormai come ex presidente di spendere meglio. Non ci saranno tagli da spavento, però i soldi non saranno tanti».
Diesse alternativi. Non c’è molto da scegliere, nonostante la piazza. Augusto Fardin è stato bruciato la scorsa estate e non è che possa sempre tornare Antonio Tormen. E se si arrangiasse il mister Raschi?
Gigi Sosso
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