Brotto: «Non segnavo? Per me l’importante è che il Belluno vinca»

BELLUNO. Quattro gol in tre partite, Gianmarco Brotto si è preso il Belluno. Non voleva saperne di entrare la palla nelle prime otto giornate di campionato. Nel momento del bisogno, però, il...
Di Giacomo Luchetta

BELLUNO. Quattro gol in tre partite, Gianmarco Brotto si è preso il Belluno. Non voleva saperne di entrare la palla nelle prime otto giornate di campionato. Nel momento del bisogno, però, il giocatore padovano, alla terza parentesi con la maglia gialloblù, ha preso in mano la squadra, cercando di sopperire anche all'assenza di bomber Corbanese. «Non riuscire a segnare non è stato un problema», racconta Brotto, «può succedere di non buttarla dentro per sette partite o più. In quel periodo mi dispiacevanon riuscire a dare il mio contributo alla squadra, non sono però un giocatore che vive per il gol ma per la vittoria».

Cosa non va al Belluno?

«Non c'è niente che non vada, il campionato è livellato verso l'alto e di conseguenza è più difficile fare punti. Non ci sono problemi, stiamo lavorando bene, ma non sempre questo equivale a ottenere dei risultati positivi. Le prestazioni non sono mai mancate, nelle ultime partite abbiamo ottenuto un ottimo punto con l'Altovicentino, vinto con il Tamai e pareggiato con il Calvi Noale, subendo gol negli ultimi minuti».

Adesso sotto con la Vigontina...

«È uno scontro fondamentale per noi, giochiamo in casa e vogliamo fare risultato. Dopo ci aspettano due partite toste contro Triestina e Mestre».

Da ex Ripa Fenadora, che effetto ti fa vedere l'Union Feltre davanti a voi?

«Non mi fa alcun effetto, sinceramente la classifica la guardo poco e quando lo faccio guardo quella del Belluno. I rapporti? Con i giocatori sono rimasti ottimi».

Hai rimpianti nella tua carriera calcistica? «Qualcuno si, ma alla fine tutto quello che succede serve ad arrivare al punto in cui ci si trova in questo momento».

Quale il momento più brutto della tua carriera?

«Sicuramente l'anno della retrocessione con la Sacilese dalla serie C2, dove sono stato infortunato per gran parte della stagione. Il più bello? Tante salvezze conquistate ma pensandoci bene ogni domenica è un bel momento perchè ho la possibilità di stare con un gruppo sano di bravi ragazzi».

A chi devi il tuo ritorno, il terzo, al Belluno?

«A mister Vecchiato che mi ha chiamato e mi ha convinto, ma anche al diesse Augusto Fardin che non ha avuto problemi ad accogliermi nonostante il mio passato».

Giornata decisiva. In mattinata capitan Corbanese si sottoporrà alla radiografia e si saprà se il giocatore potrà tornare a disposizione.

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