24 ore di San Martino, Quantin imprendibile: quarto successo di fila
Con le prime sei migliori prestazioni si aggiudica l’edizione del cinquantesimo. Bella sfida con Run Like a Anauri fest Tonin gomme, terzo il bar San Martino. Loitanyang non fa il nuovo record per 246 metri, fra le donne super Moressa

Il Gs Quantin Alpenplus Bar da Elda si aggiudica l’edizione delle nozze d’oro della 24 ore di San Martino. La squadra porta a casa l’ambito trofeo del vincitore per la quarta volta consecutiva.
È stata una due giorni intensa quella andata in scena ieri e sabato, con la 50ª edizione di un evento che costituisce un punto di riferimento nel panorama sportivo bellunese e rappresenta una manifestazione ormai diventata unica nel suo genere in Italia.
I numeri
24 ore di corse sul tartan, 41 squadre, oltre mille concorrenti compresi quelli del trofeo giovanile, migliaia di chilometri percorsi. Altro dato importante: l’intitolazione della pista a Giovanni Viel, noto giornalista sportivo, opinionista e storica voce della 24 ore e dello sport bellunese.
I risultati a squadre
Anche quest’anno il Quantin era la squadra favorita e ha rispettato il pronostico scrivendo ancora il proprio nome sull’albo d’oro della 24 ore di San Martino: 432.572 i chilometri messi insieme dallo squadrone pontalpino che già sabato sera, grazie a uno scatenato Mihail Sirbu, aveva messo un’ipoteca importante sull’evento. La squadra come sempre si è dimostrata particolarmente competitiva con un mix di giovani promesse, atleti d’esperienza e stranieri.
Alle spalle del Quantin è arrivato il Run Like a Amauri Feat Tonin Gomme, con 414.947 chilometri, staccati dai primi di 43 giri. Sul terzo gradino è salito il Bar San Martino, con 406.829 chilometri totalizzati.
Le prestazioni individuali
L’emozione più vibrante è stata vissuta nella prima mattinata di ieri quando Simon Kibe Loitanyang ha avvicinato il record: l’atleta del Quantin ha percorso 19,680 km e ha sfiorato per 246 metri il record di 19.926 ottenuto nel 2019 da Thierry Ndikumwenayo. Anche nella serata di sabato si era sperato che il suo compagno di squadra Mihail Sirbu potesse ottenere un risultato prestigioso: nonostante un ritmo molto sostenuto, l’atleta bellunese ha percorso nella sua frazione 19.623 ottenendo la seconda posizione. Sul gradino più basso del podio è salito Mustafa Belghiti percorrendo poco più di 19 chilometri e mezzo. Dalla prima alla sesta posizione ci sono stati solo portacolori del Quantin.
Anche in campo femminile non sono mancati i colpi di scena. Nell’ultima ora Diletta Moressa, del Team Rosa, è stata la migliore percorrendo 16.752 chilometri; con questo risultato ha sfiorato per 417 metri il record di 17.169, attualmente detenuto da Ornella Cadamuro stabilito nel 1999. Alle sue spalle hanno completato il podio Valentina Bernasconi e Sveva Della Pedrina.
La 24 ore giovani
Gli atleti più giovani, al termine della gara, hanno dato vita ad una staffetta svedese. Ecco le classifiche. Maschile: 1. Econet Dolomiti, 2. Idrogas Lastreghe, 3. Quantin, 4. Le Frecce del Grappa, 5. GS Castionese. Femminile: 1. Econet Dolomiti, 2. Quantin, 3. GS Castionese, 4. Le Frecce del Grappa, 5. Gli Amici di Alan. Generale: 1. Econet Dolomiti, 2. Quantin, 3. Le Frecce del Grappa, 4. GS Castionese, 5. Quei del Formai.
I commenti
In casa Quantin c’è molta soddisfazione. Una delle squadre storiche ha vinto nuovamente e continua a dare il suo contributo con la signora Leandra che delizia tutti con le sue appetitose torte. Il primo ad essere soddisfatto è il neo presidente Mirko Faneo, al settimo cielo: «Sono presidente da gennaio. È la prima 24 ore di San Martino vinta da presidente ed è un onore. Non poteva esserci presidenza migliore: abbiamo vinto nel 50° di questa manifestazione e nell’anno dell’intitolazione della pista di atletica a Giovanni Viel, che era molto legato a Quantin. Ma non c’è solo questa competizione, perché abbiamo ottenuto risultati tutto l’anno girando per l’Italia in diverse categorie».
«C’è chi lavora tutto l’anno per tessere rapporti e relazioni per portare atleti di livello, anche stranieri», continua. «Crediamo sia un valore aggiunto per la manifestazione perché sono atleti che è un piacere guardare e che probabilmente non ci sarebbero altre occasioni per noi bellunesi di vederli all’opera. È un investimento, però i ragazzi vengono volentieri. Quanto alla gara, la svolta per la nostra vittoria c’è stata quando Sirbu ha fatto tutti quei chilometri che ci hanno permesso di avere un gran distacco».
Anche Maurizio Fontanelle, presidente della Pro loco Pieve Castionese, fatica a contenere la sua soddisfazione: «Questo non è solo un evento sportivo ma una grande festa di solidarietà e socialità. Tutte le 41 squadre rappresentano a cascata migliaia di persone che si ritrovano e che dopo due anni di fermo hanno potuto riprendere i contatti. Il successo era già scritto nella partecipazione iniziale, la manifestazione è andata benissimo per il pubblico che c’è stato ad ogni ora. Il momento più significativo e commuovente è stata l’intitolazione della pista a Giovanni Viel; siamo stati felici di ospitare un giornalista come Franco Bragagna. Come presidente ringrazio i volontari del Gruppo Castionese e i due speaker Luca Cranner Sovilla e Michele Mitch Pellegrini: sono i degni eredi di Giovanni Viel, però abbiamo dovuto prendere due persone per sostituirlo e questo dà l’idea dello spessore di Giovanni».
Diletta Moressa, miglior prestazione femminile, commenta così la sua performance: «È stata una bellissima gara con molto tifo e questo mi ha aiutato molto a non sentire la fatica. È la prima volta che faccio questa gara e che corro per un’ora; avevo un po’ di timore invece è andata meglio di come pensavo. Non mi aspettavo di avvicinarmi così tanto al record, non è stato facile superando in terza corsia. Molto probabilmente tornerò anche il prossimo anno, spero non ci siano gare concomitanti della mia squadra»
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