Olimpiadi, trecento volontari del soccorso in attesa: «Non sappiamo ancora che turni faremo»

Il servizio partirà il 26 gennaio, le associazioni delle ambulanze chiedono notizie per poter organizzare il calendario. Per chi aiuterà residenti e turisti si preannunciano orari molto lunghi

Paola Dall’anese
I volontari del soccorso alle Olimpiadi sono ancora in attesa di indicazioni
I volontari del soccorso alle Olimpiadi sono ancora in attesa di indicazioni

A 16 giorni dall’avvio delle Olimpiadi a Cortina è chiaro che il personale sanitario operante in prima linea – reclutato tra tutti gli ospedali regionali del Veneto – sarà composto da un migliaio di operatori e sarà operativo dal 26 gennaio fino al 19 marzo.

Poco si sa, invece, dei volontari che rappresenteranno un sostegno importante per garantire il soccorso a spettatori, residenti e turisti. «Saranno circa trecento i volontari delle ambulanze che ci supporteranno», precisa il referente regionale dell’emergenza-urgenza e general care delle Olimpiadi, Paolo Rosi, «ma un numero preciso ancora non c’è».

Anche in questo caso i volontari arriveranno da tutto il Veneto, anche perché le associazioni bellunesi che si occupano del servizio di soccorso in ambulanza non hanno tutto il personale necessario a garantire i servizi che saranno richiesti durante i Giochi: da un lato l’attività di supporto a Olimpiadi e Paralimpiadi, e dall’altro la normale attività sul territorio per residenti e turisti.

A chiedere lumi sono Felice Gaiardo, del Coordinamento delle sette associazioni di volontariato dell’Agordino e Zoldano, e Yuri De Col dell’Eva Alpago. Entrambi sono riusciti a mettere a disposizione per i Giochi una quindicina di persone ciascuno. Uno sforzo non da poco, visto che, comunque, ad esempio, Eva Alpago deve garantire anche l’attività h24 per tutta la settimana nel territorio alpagoto.

Ad oggi sono state redatte delle liste di iscrizioni per i turni di servizio. E sono proprio i turni quelli che preoccupano di più. Come sottolineato dai volontari, infatti, l’attività non sarà indifferente: a Cortina dovranno essere coperte le varie location in cui si svolgeranno le gare, dallo stadio olimpico alla pista da bob, fino alle piste da sci. E in ciascuna di queste location gli orari di lavoro saranno diversi. I turni più lunghi si concentreranno allo stadio olimpico del ghiaccio, rimesso a nuovo per l’occasione: qui le gare si svolgeranno anche fino alle 23.

«Entro breve dovranno essere definiti i turni di presidio», sottolinea Felice Gaiardo, «visto che non sono state stabilite con precisione le posizioni per ciascuna associazione. Ad agire sarà sicuramente la Croce Bianca di Cortina, insieme con la Croce Rossa e le associazioni di volontariato aderenti all’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) bellunese, tra cui rientriamo anche noi come coordinamento».

Gaiardo e De Col evidenziano che saranno turni piuttosto lunghi: «Allo stadio Olimpico, ad esempio, si lavora dalle 8 alle 23. Di fronte a queste esigenze, quindi, è immaginabile che allo stadio serviranno cinque squadre da tre persone, quindi 15 volontari a giornata che si divideranno sia all’interno che all’esterno della struttura sportiva. Quindi, come si capisce, serviranno molti volontari e non potremo certo essere solo noi bellunesi a coprire le esigenze. Attendiamo delle indicazioni precise, che ancora non ci sono pervenute».

Gaiardo ricorda come durante la Coppa del mondo di bob dello scorso novembre le squadre abbiano lavorato dalle 15 alle 24: «Si tratta quindi di un’attività piuttosto impegnativa viste anche le temperature rigide che ci sono nello sliding centre. Vedremo come la Regione Veneto intenderà organizzare questa attività per noi volontari, nel frattempo attendiamo con trepidazione», conclude il referente del Coordinamento delle ambulanze dell’Agordino Zoldano.

I volontari, almeno quelli bellunesi, non avranno delle sistemazioni dove alloggiare durante i Giochi: «Visto che da Belluno, l’area più distante, in media in un’ora si arriva a Cortina, i nostri volontari faranno la spola ogni giorno dalle loro dimore alle venue di gara. Non ci sarà, quindi, necessità di trovare loro degli alloggi. Ci saranno, per contro, delle aree in cui potranno ritrovarsi tutti insieme anche solamente per il pranzo o la cena. Ma tutto avverrà in giornata, senza necessità di fermarsi in qualche alloggio nell’area olimpica». 

 

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