Sci nordico. Anna Comarella, ultimo ballo a cinque cerchi. «L’Olimpiade è il top per chiudere»
Sci nordico. La cortinese ha già annunciato il ritiro a fine stagione. «Vorrei costruire una famiglia, restare in Polizia e aiutare i giovani. Delle due precedenti edizioni il ricordo migliore è di certo quello in Corea»

Anna Comarella è pronta all’ultimo ballo. Tra qualche giorno la ragazza di Cortina vivrà la sua terza Olimpiade, i Giochi di casa. Un onore e un’emozione unici, dopo aver già vissuto la suggestione dei cinque cerchi lontano da casa, in Oriente, prima a PyeongChang 2018, poi a Pechino 2022.
Sarà un’Olimpiade che porta con sé una suggestione in più, perché sarà l’ultima. Anna, infatti, da tempo ha dichiarato che al termine della stagione 2025-2026 lascerà l’agonismo.
Anna, gareggerai in Val di Fiemme, lì dove è iniziata la tua attività internazionale.
«Sì, mi piace pensare al prossimo appuntamento a Lago di Tesero come a una sorta di chiusura del cerchio: in Val di Fiemme ho partecipato al mio primo grande evento internazionale, i Campionati del Mondo Juniores del 2014. Presi parte alla 5 chilometri in classico e alla staffetta. Tra qualche giorno sarò di nuovo lì, su piste che mi piacciono molto, per l’ultimo grande appuntamento della mia carriera, le Olimpiadi. L’evento massimo dello sport che si disputa in Italia e anche nel mio paese, Cortina, che porto sempre nel cuore».
Con che ambizioni ti presenti al via?
«A questa Olimpiade voglio dimostrare ciò che non sono riuscita a fare finora in questa stagione. Ero partita bene, poi mi ha bloccato prima un raffreddore, quindi un’influenza in corrispondenza del Tour de Ski, un’influenza che mi ha dato una bella batosta. Ho passato la stagione a inseguire. Ora, spero che ci sia la svolta, voglio dare tutto e venire via dai Giochi soddisfatta di quello che ho fatto».
Hai temuto di non essere convocata?
«Un po’ di timore c’è stato. L’Olimpiade era l’obiettivo di stagione e non esserci sarebbe stato un grande dispiacere».
Sai già quali gare disputerai?
«Decideremo in queste ore. Mi piacerebbe fare lo skiathlon, che è la gara inaugurale il 7 febbraio, la 50 chilometri e la staffetta, una gara che ha sempre un fascino incredibile».
Un ricordo delle due Olimpiadi fin qui vissute?
«Porto nel cuore Pyeong Chang 2018 che ha rappresentato la realizzazione di un sogno. È stato bellissimo vivere al villaggio, splendida pure la pista. Delle gare ricordo in particolare la 30 chilometri: io stavo passando in zona traguardo per l’ultimo giro e la norvegese Marit Bjørgen stava arrivando vittoriosa. A Pechino 2022 ho fatto meglio come risultati, ma il ricordo non è così bello come quello di quattro anni prima: eravamo controllati, isolati, rinchiusi, causa Covid, anche scambiare due chiacchiere mentre si mangiava era difficile visto che eravamo separati dal plexiglass».
Guardandoti indietro, cosa vedi?
«Vedo una ragazza che si è tolta belle soddisfazioni a livello giovanile. Su tutte, l’argento in staffetta ai Mondiali Juniores del 2017 negli Stati Uniti, a Soldier Hollow. Tecnicamente importanti sono state le annate 2019 e 2020. Da Senior è sempre stata dura. Mi sarebbe piaciuto avere delle top15 con più continuità ma non è stato mai facile, complici anche piccoli grandi continui problemi fisici che mi hanno costretta sempre a stop e ripartenze».
Se guardi al futuro?
«Vedo la costruzione di una famiglia. Mi piacerebbe rimanere in Polizia. E mi piacerebbe continuare a dedicarmi allo sport, uno sport inteso come mettermi a disposizione della comunità, dei ragazzi».
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