Olimpiadi, il flop dei parcheggi: San Vito e Longarone restano vuoti

Presenze molto al di sotto delle aspettative, costi elevati e varie alternative hanno reso inutili gli spazi scambiatori

Irene Aliprandi
Il parcheggio di San Vito (foto Matilde Toscani)
Il parcheggio di San Vito (foto Matilde Toscani)

Sono costati milioni di euro, ma non li usa nessuno. Parcheggi vuoti, Alemagna deserta, navette e autobus desolati offrono una realtà che è ben diversa dalle premesse annunciate e sicuramente dalle previsioni degli addetti ai lavori e delle istituzioni. Il pienone non c’è, il tutto esaurito è un’utopia e arrivare a Cortina non è mai stato così rapido dai tempi del Covid. I cadorini, che negli ultimi anni sono stati sottoposti a disagi di ogni tipo, si godono la tregua olimpica ma chi vive di accoglienza, dagli albergatori ai baristi passando per i ristoratori, è parecchio deluso perché fuori Cortina è come se non stesse succedendo niente.

Milano-Cortina, le Olimpiadi per ricchi: biglietti costosi e gli spalti restano vuoti
Pubblico e tifo sulle Tofane dove si stanno disputando le gare olimpiche di sci alpino donne

Il corto circuito è evidente anche facendo una rapida ricognizione sul sito di Fondazione Milano - Cortina: i biglietti per assistere alle gare olimpiche sono tutt’altro che sold out, anzi, solo per la località ampezzana ci sono ben quattro pagine di tipologie di biglietti ancora disponibili e chi volesse improvvisare può comodamente acquistare all’ultimo minuto l’ingresso anche alle gare da medaglia. Sostanzialmente di qualsiasi specialità. Tanto per fare un esempio, i biglietti delle finali del bob a 2 uomini e donne (del 17 e del 22 febbraio) sono in vendita a partire da 100 euro, per il curling c’è di tutto a prezzi veramente stracciati e solo nel caso dello sci alpino restano solo i pacchetti hospitality.

Molte scuole hanno ricevuto biglietti omaggio e trasporti gratuiti proprio per assistere al curling e il sospetto è che le scolaresche vengano portate allo Stadio Olimpico solo per riempire gli spalti in favore di telecamere.

Ma il vero flop è proprio quello dei mega parcheggi scambiatori, dove l’eco rimbomba evidenziando in maniera impietosa quanto la narrazione del grande evento di massa sia stata talmente fuorviante da rivelarsi dannosa per la maggior parte delle attività non ampezzane. Eppure, dopo l’acquisto di un biglietto on line, Fondazione Milano-Cortina invia subito un’e-mail dove si raccomanda di prenotare il parcheggio di interscambio, invitando anche a verificare gli orari casomai non ci fosse posto. Peccato che non dica dove sono i parcheggi e come ci si arriva, nè che il costo è di 40 euro.

E così i vasti spazi per le auto ricavati a Longarone e a San Vito si stanno rivelando inutili. Di sicuro non hanno successo tra i bellunesi, che sanno di poter trovare posto in abbondanza in ogni paese da Ponte nelle Alpi in su e devono solo decidere dove salire sulle navette o sugli autobus per Cortina, che girano incessantemente fino a tarda sera spesso senza nessuno a bordo.

Insomma, la sensazione è che tutto sia stato sovradimensionato, illudendo in primo luogo gli albergatori che hanno messo in vendita camere a prezzi pompatissimi per poi restare con il cerino in mano.

«Ci sono stati errori di comunicazione clamorosi e queste sono le conseguenze», osserva il consigliere regionale del Partito Democratico, Alessandro Del Bianco, che aggiunge: «Io stesso, lo confesso, ho fatto fatica a capire fin dove si potesse arrivare “liberamente” in macchina. Non a caso ancora pochissimi giorni fa è stato l’assessore regionale Dario Bond a dover specificare quali strade erano aperte e quali chiuse. E a ben vedere non era nemmeno competenza sua. Gli annunci, che parlavano di un’invasione di spettatori e prezzi stellari, hanno finito per allontanare dalle Olimpiadi i turisti e anche i bellunesi. Ma si è aggiunto un problema di disorganizzazione se perfino la Goggia si lamenta della poca gente, e sono in parecchi ad avere la responsabilità di questi errori. Il risultato è che in molti sono giustamente delusi per l’occasione sprecata». 

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