Iris De Martin Pinter: «Io alle Olimpiadi? Le probabilità di esserci sono evidenti»

Sci nordico. La comeliana non si nasconde dopo il 6° posto di Oberhof: «Sapevo di andare forte, bastava aspettare»

Luca De Michiel
Iris De Martin Pinter (Foto Newspower)
Iris De Martin Pinter (Foto Newspower)

Predestinata? Di sicuro nel suo sangue fin da piccola scorre la passione per lo sci nordico. Futuro? Qualche indizio lo abbiamo ed ha la forma dei cinque cerchi. Le sta bruciando molto velocemente le tappe per diventare grande Iris De Martin Pinter, che sabato ad Oberhof ha conquistato la sua prima top ten in Coppa del Mondo con un sesto posto nella sprint a coronare un ottimo periodo.

In pochi ci avrebbero scommesso qualche mese fa, ma la determinazione ed il carattere della 2004 di Padola in forza ai Carabinieri hanno fatto sì che Iris da giovane promessa vincente negli Junior sia oggi una delle punte della nazionale femminile di sci nordico. E le Olimpiadi, che fino a poco fa erano un sogno, ora non possono che essere una bellissima realtà per la comeliana.

Iris, una grande settimana per te ma in generale un ottimo periodo. Con quali sensazioni torni da questa trasferta in Germania?

«Torno a casa con più consapevolezza, ero sicura di poter andare forte, dovevo solo avere pazienza e aspettare. Credo che questo sia solo l’inizio».

Come ti senti a livello fisico e mentale?

«Sto bene, ho ancora qualche problemino da risolvere ma sto imparando a conoscermi e questo mi aiuta».

Ti aspettavi di essere così performante in questa stagione? Cosa sta facendo la differenza?

«Onestamente non mi aspettavo di riuscire a raggiungere questo livello già quest’anno, visto come sono andati gli ultimi due. Però meglio così, vorrà dire che il bello deve ancora arrivare, e non vedo l’ora di vedere di cosa sono capace. In questi mesi ho curato molto l’aspetto mentale, sono convinta vada allenato anche quello, anche se per molti può sembrare una sciocchezza».

È inevitabile, giunti a questo punto, chiederti cosa pensi quando senti la parola Olimpiadi.

«In chiave Olimpiadi, al momento, silenzio stampa. Le probabilità di esserci ormai credo siano evidenti, però c’è da avere ancora un po’ di pazienza».

Come si sta nell’ambiente dei grandi?

«Qui si sta bene, in realtà mi ci sono abituata subito proprio perché ho bruciato alcune tappe da Junior che, col senno di poi, avrei sicuramente voluto godermele di più».

Cosa ti piace di più del circuito della Coppa del Mondo? C’è invece qualcosa a cui fatichi ad abituarti?

«Il bello della Coppa è che si viaggia molto e si vedono posti nuovi. Il brutto invece è adattarsi al cibo che si trova».

A livello di persone invece c’è qualcuno che ti sta aiutando in questa stagione? Qualcuno che ti consiglia e a cui ti ispiri?

«Non sono mai sola. Oltre al gruppo squadra, che è già di per sé un grande aiuto, ho la mia famiglia e i miei amici che fanno il tifo per me. Poi ho un ragazzo che mi sopporta e allo stesso tempo ho avuto vicine delle persone al di fuori della nazionale che mi hanno aiutata nel mio percorso e a cui sono molto grata».

Che ambizioni hai adesso? Credi di riuscire a mantenere questo livello o senti un po’ di pressione?

«Non è cambiato nulla nelle mie ambizioni, sono sempre state alte però mi godo il momento senza pressione. Sono consapevole che non è un risultato che determina il mio valore, allo stesso tempo sono giovane e ho un’intera carriera davanti».

Sei riuscita a goderti quello che sta intorno alle gare? C’è qualcosa in particolare che ti piace fare quando non sei in pista?

«In realtà non abbiamo così tanto tempo per godere di ciò che ci circonda. Siamo professionisti e ormai curiamo il dettaglio, quindi anche il riposo è fondamentale per recuperare. Mi piacerebbe vedere e visitare un po’di più i posti in cui andiamo».

Dopo la tappa tedesca, si avvicina l’ultimo fine settimana di Coppa del Mondo prima che le Olimpiadi si prendano l’intero palcoscenico. Dopo due anni si ritorna a Goms, in Svizzera, e la curiosità è tanta per capire cosa potranno fare Iris e gli azzurri a pochi giorni dall’appuntamento con Milano Cortina. E la 21enne bellunese non vede l’ora di dire la sua, aspettando l’ufficialità su una convocazione sognata fin da bambina.

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