Venezi: «In Italia c’è sessismo. Gli attacchi? Una questione politica»

La direttrice d’orchestra sulle polemiche per la sua nomina a La Fenice: «Sorpresa dall’affetto che ho ricevuto da molte persone»

Beatrice Venezi
Beatrice Venezi

«Ho scelto di non reagire, di non parlare, perché mi sono resa conto che in quella società la verità non interessa a nessuno. Così ho scelto di concentrarmi su ciò che mi interessa e mi fa stare bene con me stessa, ovvero la musica, il mio lavoro. Ciò che sono e ciò che so fare. Sono rimasta molto sorpresa da tutto l'affetto che ho ricevuto da così tante persone. Mi ha dato molta forza. Ho capito di essere nel mezzo di una questione politica; era come un modo per attaccare l'attuale governo».

Torna a parlare Beatrice Venezi, direttrice d'orchestra nominata tra le polemiche direttrice musicale della Fenice a partire da ottobre, questa volta postando sui suoi profili social un'intervista rilasciata nei giorni scorsi al quotidiano argentino Clarin. «C'erano anche le elezioni in Veneto, di cui Venezia fa parte. Oltre a ciò, era un fattore aggravante il fatto che stessero attaccando una lavoratrice, una donna. C'è molto sessismo in Italia. Dopo il momento difficile, ho pensato: "Hanno paura del nuovo».

«Venezia ha bisogno di attrarre nuovi pubblici che arrivano dal turismo. Gli attuali abbonati hanno più di 80 anni. Se non proviamo a fare qualcosa di diverso nel mondo dell'arte, dove possiamo farlo? Altrimenti, i teatri diventano musei. Entrerò in carica a ottobre». Mercoledì scorso, 11 febbraio, Venezi era stata proprio in Laguna, per tenere una lectio magistralis alle detenute del carcere femminile della Giudecca: nessun commento e nessuna dichiarazione sul suo ruolo in Fenice. Il placet, però, era arrivato di nuovo dal sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi: «Venezi incarna il nostro progetto di governo. E' il direttore musicale della Fenice».

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