Il Veneto mette mano alle regole sul territorio, obiettivo zero consumo di suolo: ecco il Testo unico

La giunta regionale avvia il percorso verso un Testo unico sul governo del territorio e del paesaggio. Obiettivo: semplificare le norme, rafforzare la rigenerazione e ridurre il consumo di suolo

Sabrina Tomè
Veneto, basta al labirinto di norme: nel 2027 arriva il Testo unico sul territorio
Veneto, basta al labirinto di norme: nel 2027 arriva il Testo unico sul territorio

Almeno una trentina tra leggi e delibere regionali, disciplinano oggi il governo del territorio e del paesaggio veneto.

Un labirinto normativo diventato tale per effetto di inserimenti progressivi che hanno reso il percorso difficile e accidentato. Con la conseguenza di risultati spesso scadenti rispetto agli obiettivi: basti pensare ai numeri sul consumo di suolo che dovrà arrivare a zero nel 2050 e che invece vede il Veneto occupare la seconda posizione in Italia per territorio mangiato, con una percentuale dell’11,86 per cento sulla superficie totale, pari a 216 mila ettari.

La necessità di mettere mano alla materia è diventata un’urgenza e ora, con delibera appena pubblicata, la giunta regionale ha ufficializzato l’avvio dei lavori. Che nel 2027 porteranno a un Testo unico in materia di governo del territorio e del paesaggio.

L’incarico di mettere ordine attingendo all’enorme mole di materiale esistente, recependo le norme esistenti, cancellando quelle superate e i doppioni e inserendo le nuove disposizioni europee, è stato assegnato al direttore del comparto regionale Pianificazione Territoriale, l’architetta Salvina Sist, professionista trevigiana con alle spalle una lunga esperienza nella Pubblica Amministrazione.

Obiettivi

Gli obiettivi del Testo unico sono riassunti dall’assessore alle Infrastrutture e Governo del Territorio Marco Zecchinato. Che premette: «Sul consumo di suolo dobbiamo tenere insieme diverse esigenze: da una parte quella dello sviluppo con riferimento al settore produttivo e alle infrastrutture, dall’altra la necessità di consumare meno suolo». Bisogni all’apparenza contrapposti, come arrivarci? Due i passaggi fondamentali: intervenire sulle deroghe - svariate quelle previste dalla legge regionale 14 del 2017 sul consumo di suolo - e puntare sulla rigenerazione.

«Stiamo ragionando sulla gestione delle deroghe previste dalla normativa e su come rendere più efficace la rigenerazione», afferma l’assessore Zecchinato ricordando il bando da circa 9 milioni di euro sulla depavimentazione. E prosegue: «Bisogna rendere conveniente recuperare e riqualificare ciò che già esiste. Importanti anche i crediti edilizi e i meccanismi premiali. Il Testo unico dovrà contribuire a rendere questi strumenti più efficaci e a promuovere un uso più responsabile del suolo».

Il traguardo da raggiungere di qui a 24 anni è l’azzeramento del consumo. E in Veneto il lavoro da fare è ancora molto considerato che tra il 2023 e il 2024 si è registrato un consumo irreversibile di 407 ettari: 45 per la realizzazione di strade, 89 per edifici residenziali, 21 per parcheggi o piazzali, 115 per la costruzione di edifici industriali, o commerciali, o artigianali, 125 per i relativi parcheggi e per le relative aree di movimentazioni, 12 per le ferrovie.

Il riordino

E se questi sono gli obiettivi da perseguire, essi vanno seguiti mettendo prima di tutto ordine in materia. Perché, come si riconosce in delibera, ci sono «incertezze interpretative e problematiche applicative emerse nel corso degli anni».

Per cui: «Le numerose innovazioni normative intervenute a livello statale e la relativa giurisprudenza amministrativa peraltro non sempre uniforme, rendono necessario un intervento di sistematizzazione e rinnovamento del nutrito insieme di disposizioni regionali». Le leggi sono molteplici: c’è la 11 del 2004 in materia di “governo del territorio e di paesaggio”; ci sono i piani territoriali di coordinamento provinciale del 2015; nello stesso anno sono state elaborate le “varianti verdi” per restituire all’uso agricolo i suoli destinati a previsioni insediative non attuate; c’è la legge regionale 14 del 2017 sul consumo di suolo; c’è la 14 del 2019 relativa alle politiche per la riqualificazione urbana; ci sono, spalmati negli anni, 17 provvedimenti regionali che rideterminano per alcuni Comuni le quote massime di consumo di suolo.

I tempi

La delibera su questo punto è chiara imponendo una «spedita redazione» della proposta di disegno di legge. In particolare si fa riferimento a 4 mesi, e quindi a gennaio, come primo confronto sul lavoro fatto.

La giunta confida di licenziare nel 2027 il Testo unico, aiutata dal fatto che le operazioni sono in realtà già iniziate. Spiega Zecchinato: «Il lavoro è già in corso; nella precedente legislatura la Seconda commissione aveva elaborato un testo con audizioni relative. Ora va aggiornato, riordinato e sottoposto al confronto con gli enti locali, le categorie e il territorio. Poi ci sarà il passaggio in Giunta, nelle Commissioni e in Consiglio regionale. Puntiamo ad arrivare nel 2027 a un testo che sia realmente condiviso».

 

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi