Veneto, nel 2028 arriva il biglietto unico regionale: «Per gli studenti costa come Netflix»
La Regione punta al biglietto unico per il trasporto pubblico veneto: investimenti per oltre 17 milioni di euro nelle infrastrutture e 25 milioni l’anno per il sistema. Sperimentazione dal 2028, primi benefici per gli under 25

Per iniziare, 17,5 milioni di euro per «l’infrastrutturazione del sistema» – spiega il presidente del Veneto Alberto Stefani – a partire dalla sistemazione delle nuove macchinette obliteratrici nelle stazioni, negli autobus e agli imbarcaderi. Strumenti che non dovranno soltanto essere capaci di dialogare con qualsiasi tipologia di biglietto, ma anche di funzionare con il sistema tap and go.
E poi – euro più, euro meno – ulteriori 25 milioni di euro da tirare fuori ogni anno, per consentire alla struttura di avere gambe forti su cui correre.
Il biglietto unico
Si parla di questo: del biglietto unico regionale per i trasporti. «Un ticket solo, con il quale viaggiare su treni, autobus, tram e vaporetti, nel segno dell’intermodalità», informa il presidente del Veneto, reduce da un incontro nella Capitale con Trenitalia. «È andato veramente bene», assicura, citando quello che sarà un partner fondamentale per la buona riuscita del progetto.
E adesso può permettersi di fissare i tempi: «per l’infrastrutturazione ci vorrà all’incirca un anno e mezzo. Poi potremo partire con la sperimentazione già a inizio 2028, per entrare a regime intorno a metà anno».
I primi a essere coinvolti, con prezzi calmierati, saranno gli studenti con meno di 25 anni. Ma si tratterà soltanto della fase pilota, perché poi l’iniziativa verrà estesa a tutti i giovani: studenti e non, pur al di sotto di un certo scaglione Isee.
Una piattaforma comune
Ma i biglietti e gli abbonamenti per viaggiare su più mezzi potranno essere acquistati da tutti. Perché quello a cui la Regione lavora è la realizzazione di una piattaforma che metta insieme i servizi di ciascun mezzo di trasporto. Chiunque, quindi, potrà acquistare un abbonamento che gli consentirà di viaggiare su autobus, tram, treni e vaporetti, senza la necessità di fare sottoscrizioni multiple per cambiare mezzo.
Un’iniziativa completamente nuova, che in Veneto esiste soltanto a Venezia, dove lo stesso biglietto – con prezzi molto diversi per i possessori e i non possessori della Carta Venezia – vale per autobus, tram e vaporetti. Una misura, limitata alla laguna, che non soltanto sarà estesa ai treni, ma che varrà in tutto il territorio regionale. Manna per i pendolari, spesso costretti ad acquistare separatamente abbonamenti per treni e autobus, e agevolazione per gli stessi turisti, che a loro volta potranno acquistare questi “pacchetti” per muoversi su tutto il territorio del Veneto.
Agevolazioni per i giovani
Quanto al piano per i giovani, questo corre sul binario delle agevolazioni. «Per loro, un abbonamento costerà tanto quanto una sottoscrizione mensile a Netflix o come tre-quattro spritz», sintetizza Stefani. Per tutti gli altri i prezzi saranno sicuramente più alti, ma si presume comunque più convenienti di quelli attuali.
In questo caso, però, la competenza di determinare eventuali ulteriori scaglioni di prezzo non sarà della Regione – che finanzierà la progettazione e le agevolazioni per i giovani sotto i 25 anni – ma delle aziende di trasporto coinvolte.
Costi e finanziamenti
La fase odierna è quella della realizzazione della piattaforma digitale. Costo: 2,5 milioni di euro, con finanziamento in arrivo dal fondo europeo di sviluppo regionale. Ma la spesa più sostanziosa – pari a 15 milioni di euro, sempre di origine Fesr – servirà a finanziare le ristrutturazioni a cui sono chiamate le singole aziende di trasporto.
Spese una tantum, cui si aggiungeranno i 25 milioni all’anno – è questa la stima – necessari per non far inceppare la macchina. «Risorse», spiega Stefani, «che in parte ci deriveranno da fondi regionali e in parte da fondi nazionali per la lotta alla Co2. Per questo, ci piacerebbe coinvolgere nel progetto il ministero dell’Ambiente».
Dato che spingere sul trasporto pubblico significa favorire le politiche per la sostenibilità.
Ma un aiuto potrebbe arrivare anche dalla recente riforma regionale del trasporto pubblico locale, che, assicura ancora il governatore veneto, «ci consentirà di risparmiare tra i 20 e i 25 milioni di euro: risorse che potremo reinvestire nei servizi». Compreso il progetto di biglietto unico intermodale con cui viaggiare in tutto il Veneto, per esempio.
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