Vania è morta per embolia polmonare: il suo cuore verrà studiato a Padova
È stata un’embolia polmonare la causa della morte di Vania Vettorazzo, studentessa universitaria di 21 anni colpita da un malore in palestra a Dosson mentre faceva pilates. L’esito del riscontro diagnostico è arrivato oggi all’ospedale Ca’ Foncello

È stata un’embolia polmonare a uccidere Vania Vettorazzo, la studentessa universitaria di 21 anni che martedì aveva accusato un malore in palestra mentre faceva pilates.
L’esito del riscontro diagnostico, conclusosi nel pomeriggio di oggi, venerdì 23 gennaio, all’ospedale Ca’ Foncello, ha confermato le prime ipotesi avanzate dai medici, chiarendo le cause della morte improvvisa della ragazza. La notizia ha raggiunto i familiari offrendo loro una risposta sul piano medico dopo giorni di attesa.
Il decalogo
Come previsto dalla normativa nei casi di morte improvvisa di persone giovani, il cuore di Vania verrà ora inviato al Centro di patologia cardiovascolare di Padova per ulteriori valutazioni specialistiche, un passaggio di prassi che non modifica il quadro clinico già definito dal riscontro. Quanto accaduto risale a martedì, nel primo pomeriggio.
Vania era andata alla palestra Bamboo di Dosson per la lezione delle 12.45. Alle 13 il malore sotto gli occhi della madre Sara Castellaro che stava facendo ginnastica con lei. Nel giro di due ore i medici hanno dichiarato la morte della giovane, dopo aver tentato l’impossibile per salvarle la vita.
Il soccorso
Il personale medico aveva avviato subito le manovre di emergenza, disponendo il trasferimento d’urgenza in ambulanza all’ospedale Ca’ Foncello, dove l’assistenza sanitaria e le pratiche di rianimazione sono proseguite ininterrottamente anche dopo l’arrivo in pronto soccorso. Tutto inutile.
Accanto alla madre, in queste ore, anche il padre Francesco Vettorazzo ha seguito con discrezione e riservatezza ogni passaggio del percorso sanitario. Dopo aver sostenuto pubblicamente, nei giorni più difficili, il peso della perdita e accompagnato il percorso degli accertamenti, ora per i familiari è arrivato il momento del silenzio, un silenzio carico di dolore e di rispetto, necessario per raccogliersi lontano dai riflettori.
La comunità
In questi giorni Preganziol si è stretta attorno alla famiglia con messaggi di cordoglio e vicinanza, in un clima composto, fatto di rispetto e attenzione. Il sindaco di Preganziol, ma anche quello di Casier, avevano espresso subito il proprio dolore di fronte alla morte decisamente prematura della giovane che, tra l’altro, era un sportiva con trascorsi nell’atletica leggera.
E in questo quadro si collocano anche le parole del fratello Matteo che, nei giorni scorsi, aveva spiegato che «l’esito degli esami non cambierà nulla per noi», chiarendo come la risposta arrivata non potesse alleviare il dolore sul piano personale, ma potesse avere un valore più ampio, legato alla prevenzione e alla consapevolezza.
Il ritratto
Vania viveva a Preganziol con la famiglia, studiava Statistica all’università di Padova, sognava di lavorare all’estero, era sportiva e si dedicava anche al volontariato, una presenza apprezzata da chi la conosceva. La sua scomparsa ha colpito profondamente la comunità, mentre il prossimo passo sarà ora la definizione dei funerali che, come anticipato dalla famiglia, potrebbero svolgersi tra martedì e mercoledì pomeriggio. —
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