Stefani lancia il Politecnico del Veneto: «Ospedale di Padova? Il piano finanziario non regge»
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani interviene sul futuro della sanità padovana e propone una collaborazione tra università venete per creare un Politecnico capace di trattenere i giovani

L'ospedale di Padova e l'idea di un Politecnico del Veneto come leva per trattenere i giovani e rafforzare il sistema universitario regionale.
Sono due dei temi centrali affrontati dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ieri sera durante la trasmissione “Vietato Tacere”, andata in onda su Telechiara, diretta da Danilo Guerretta, nel confronto con il sindaco di Venezia Simone Venturini e con i direttori dei quotidiani del Gruppo Nem Paolo Possamai e del Giornale di Vicenza Marino Smiderle.
Il dossier
Sul dossier del nuovo ospedale di Padova, Stefani ha ribadito che la Regione sta lavorando per rendere sostenibile l'operazione anche sotto il profilo economico. «Stiamo esplorando la possibilità di recuperare altri finanziamenti, valutando la possibilità di utilizzare finanziamenti di carattere ministeriale», ha spiegato il governatore, indicando la ricerca di risorse aggiuntive come uno degli obiettivi prioritari.
Il presidente ha poi fissato quello che definisce un punto irrinunciabile: «Un punto fermo che io ho voluto mettere in maniera molto chiara è il mantenimento dell'ospedale Sant'Antonio». Una precisazione che arriva nel pieno del dibattito sul nuovo polo sanitario e sulla futura organizzazione della sanità padovana.
Stefani ha anche espresso forti perplessità sull'attuale accordo con Inail che finanzia la realizzazione del nuovo ospedale. «L'ospedale Sant'Antonio non era previsto nell'accordo. Oggi l'accordo di Inail ci obbliga a pagare 25 milioni di euro per 25 anni... alla fine del pagamento delle rate non è che diventa di proprietà della Regione».
Sul fronte dei conti regionali, Stefani ha assicurato che prima di ipotizzare nuove entrate fiscali sarà necessario intervenire sull'efficienza della macchina amministrativa. «Abbiamo da qualche mese aperto una cabina di regia regionale per guardare alla spesa efficiente», ha spiegato. E, rispondendo all'ipotesi di introdurre l'addizionale Irpef, ha aggiunto: «Credo che prima di chiedere un euro ai cittadini del Veneto, è giusto che la Regione faccia tutte le verifiche e tutti i controlli del caso per vedere se riesce ad efficientare la spesa».
Gli atenei
L'altro grande progetto illustrato dal governatore riguarda invece il sistema universitario regionale. Per Stefani, la sfida della competitività passa attraverso una maggiore collaborazione tra gli atenei. «Ho convocato un tavolo con tutti i rettori delle università pubbliche», ha ricordato, sottolineando come «l'università ha un ruolo sociale da cui non può separarsi».
Da qui nasce l'idea di costruire percorsi condivisi tra gli atenei veneti. «L'università deve uscire dal guscio pubblicistico», ha affermato, rilanciando una proposta innovativa: «Perché non pensare al fatto che le università possano insieme mettere insieme delle competenze per magari lavorare ad un'unica realtà universitaria capace di affrontare alcuni moduli didattici».
Un percorso che potrebbe tradursi nella nascita di un vero e proprio “Politecnico universitario del Veneto”. Secondo Stefani, infatti, «alcuni corsi di laurea possono essere anche promossi da una sorta di Politecnico universitario del Veneto».
Venturini
Una visione condivisa, almeno negli obiettivi, anche dal sindaco di Venezia Simone Venturini, che ha insistito sulla necessità di collegare sempre più formazione e sviluppo economico. «Sul territorio ci sono due fenomeni da risolvere. Il primo è il disallineamento tra l'offerta scolastica e universitaria rispetto a quello che il territorio oggi offre. Serviranno informatici, chimici, ingegneri, dottori».
Per questo Venezia punta anche sul rafforzamento della formazione sanitaria: «Apertura di un corso di laurea in medicina della scuola di medicina di Padova nell'ospedale Giovanni Paolo di Venezia in lingua inglese. Dobbiamo offrirgli anche le occasioni lavorative».
Sanità, università e innovazione diventano così, nelle parole dei due amministratori, gli assi portanti della nuova stagione istituzionale del Veneto, con l'obiettivo di rendere il territorio più attrattivo per studenti, professionisti e imprese.
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