Sanità, il modello veneto delle Case di Comunità troppo caro per le altre Regioni

Il Veneto è stata la prima Regione a firmare e ha presentato l’accordo a Roma alla Conferenza tra Stato e delegati dei territori. Le altre Regioni faticano però a superare il problema economico

Federico Murzio
Il 30 giugno prenderanno il via le Case di Comunità come nuovo modello di assistenza territoriale
Il 30 giugno prenderanno il via le Case di Comunità come nuovo modello di assistenza territoriale

Case di Comunità, il modello Veneto per ora non è replicato da altri. La Conferenza Stato-Regioni, ieri lunedì 22 giugno a Roma, ha preso atto dell’accordo formalizzato venerdì tra Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale sulla presenza dei professionisti nelle Case di Comunità.

Per voce degli stessi protagonisti dell’accordo, il Veneto è stata la prima Regione a firmare, superando uno dei punti “caldi”: quello economico. E anche quello è stato superato. A Venezia, appunto, ma non a Roma. Nella quale, in sede di trattative, la distanza tra domanda e offerta sembrerebbe ancora incolmabile.

Il compenso

L’atto di indirizzo del Comitato di settore Regioni-Sanità per remunerare la presenza dei medici di famiglia prevede una cifra di 38 euro lordi l’ora. Poi le Regioni, con accordi territoriali, decidono di integrare. Quest’integrazione è stata raggiunta in Veneto portando il compenso a 60 euro lordi l’ora.

Nello specifico, nel testo dell’accordo firmato venerdì a Venezia, all’articolo 5 si legge che «per tutti i medici incaricati viene garantita, parimenti, la quota oraria pari a 60 euro (compresa la remunerazione degli ulteriori obiettivi), tramite risorse dell’Accordo collettivo nazionale e ulteriori aggiuntive regionali». Il compenso «spetta per le ore di attività prestate nelle Case della Comunità hub o spoke dal lunedì al venerdì in orario diurno feriale» si legge ancora.

Il problema, a Roma, nascerebbe dal fatto che non tutte le regioni avrebbero un budget sanitario in grado di sostenere l’integrazione. E così, ad oggi, a pochi giorni dal 30 giugno e dall’inizio delle Case di Comunità, solo poche regioni sono pronte. Il Veneto, certo, la Toscana, l’Emilia-Romagna, forse il Lazio.

La figura del coordinatore

I 60 euro non è l’unica cifra economica presente nell’accordo siglato tra Regione e i sindacati Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale), Snami (Sindacato autonomo dei medici italiani), Smi (Sindacato medici italiani), Fmt (Federazione medici territoriali). Si parla infatti anche di 400 euro mensili lordi che spetteranno al Coordinatore dell’attività oraria diurna. Un compenso « il cui onere è finanziato con risorse regionali aggiuntive» si legge nell’accordo. I compiti del coordinatore sono ugualmente definiti.

Ecco allora che questa figura sarà un collegamento «operativo con la direzione del Distretto secondo le procedure individuate a livello Aziendale per la programmazione dei turni e la tempestiva segnalazione delle scoperture»; si occuperà della «gestione delle assenze programmate e improvvise in Casa della Comunità con la sostituzione da parte di altro medico»; parteciperà «alle riunioni periodiche nelle Case della Comunità e sarà raccordo con il referente della Casa della comunità individuato dall’Azienda Usl».

Infine si preoccuperà della «predisposizione di report mensili sulla turnazione e sulle attività svolte all’interno della Casa della Comunità».

Il commento dell’opposizione

Sia per quanto concerne la parte economica sia per quanto riguarda la figura del coordinatore, l’accordo sottoscritto venerdì ha «efficacia immediata e sino alla definizione del nuovo Air (Accordo integrativo regionale) e comunque non oltre il 31 dicembre 2026».

L’accordo sarà ratificato domani mercoledì 24 giugno dalla giunta ma è proprio sul termine temporale del 31 dicembre che l’opposizione in Consiglio regionale e in commissione Sanità annuncia battaglia. «Aspettiamo che ci spieghino i termini dell’accordo anche per sapere cosa accadrà dopo il 31 dicembre» ha detto pochi giorni fa Elena Ostanel (Avs).

 

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