Sanità, meno fondi alle Regioni. Stefani: «Serve un fronte comune»

Il riferimento è alla manovra di Bilancio, dove il Governo ha previsto uno stanziamento per la sanità regionale non sufficiente rispetto al fabbisogno. La richiesta di tutte le Regioni era stata di 6,5 miliardi per l’anno prossimo. I fondi nazional si fermano però a quota 2,4 miliardi

Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto
Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto

«I presidenti di Regione hanno un Fondo sanitario nazionale su cui incide il governo e su cui noi dobbiamo essere gli interlocutori principali. So che gli altri presidenti di Regione su questo tengono la stessa linea, e quindi credo che su questo si debba fare fronte comune». Lo ha detto il presidente del Veneto Alberto Stefani, intervistato venerdì 6 novembre a SkyTg24.

Il riferimento è alla manovra di Bilancio, dove il Governo ha previsto uno stanziamento per la sanità regionale non sufficiente rispetto al fabbisogno. 

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Il Veneto rischia di perdere 350 milioni di euro

La richiesta di tutte le Regioni era stata di 6,5 miliardi per l’anno prossimo. I fondi nazional si fermano però a quota 2,4 miliardi. 

Per il Veneto sono previsti 350 milioni di euro in meno rispetto ai livelli necessari, secondo la Regione. Il sottofinanziamento riguarda tutti, da qui il movimento dei presidenti per chiedere più risorse. 

Poi aggiunge: «Come Regione abbiamo chiesto un aumento del Fondo sanitario rispetto a prima, e un aumento c'è stato, ma in una misura ridotta. Quindi non è che si perde qualcosa rispetto a prima, di sicuro si deve dire che c'è bisogno di maggiori risorse per fronteggiare adeguatamente la tutela del diritto più importante che hanno i cittadini, quello alle cure, e questo riguarda non solo l'aspetto sanitario ma anche l'aspetto sociale. Su questo c'è un'interlocuzione aperta, tra l'altro qualche spunto c'è stato; il fondo per non autosufficienza deve essere incrementato, e questa manovra in parte lo fa, ma è necessario intervenire ancora maggiormente e sarà ancora più necessario farlo nei prossimi anni», ha concluso Stefani.

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