Referendum sulla giustizia: in Veneto record di affluenza, alle 12 ha votato il 17 per cento degli elettori

Il Veneto supera l’affluenza nazionale, ferma al 14 per cento. In Emilia Romagna ha votato oltre il 20 per cento degli aventi diritto, Calabria e Basilicata sotto il 10. Ecco tutti i dati provincia per provincia

Un seggio di Montegrotto (Padova) per il referendum sulla giustizia. Foto Piran
Un seggio di Montegrotto (Padova) per il referendum sulla giustizia. Foto Piran

Ci siamo. Il referendum Giustizia apre le porte dei seggi agli elettori. Oggi, dalle 7 alle 23, e domani, dalle 7 alle 15. L’espressione «ci siamo» sposa naturalmente un’idea di attesa, che finora, va detto, sembra appartenere solo ai partiti.

Per tutti gli altri, o perlomeno per una parte degli altri, l’interesse è limitato a comprendere se e in che modo un esito positivo possa influire sull’unico elemento che interessa le province altamente industrializzate del Veneto: i tempi della giustizia.

Alle 12 in Veneto è affluenza record

Parte con un’affluenza sostenuta il referendum sulla giustizia, con il Veneto che si conferma sopra la media nazionale già alla rilevazione delle ore 12. In regione la partecipazione si attesta infatti attorno al 17%, leggermente più alta rispetto al dato italiano.

Affluenza alle 12 in Veneto, i dati di Eligendo
Affluenza alle 12 in Veneto, i dati di Eligendo

Nel dettaglio provinciale, sono Verona, Venezia e Padova a registrare la percentuale più elevata con il 17%. Buoni livelli anche a Vicenza (16,91%) e Treviso (16,82%), mentre Belluno si ferma al 16,36% e Rovigo registra il dato più basso, pur comunque significativo, con il 15,94%.

Il quadro complessivo evidenzia una partecipazione diffusa e piuttosto omogenea su tutto il territorio veneto, con tutte le province sopra il 15% già a metà giornata. Un risultato che conferma, ancora una volta, la maggiore propensione al voto nelle regioni del Nord.

Il focus su Padova, Belluno, Treviso e Venezia

Per la Marca Trevigiana, affluenza ore 12 appena sotto il 17 per cento (16,82). Alle ultime regionali era al 9,83, deciso balzo in avanti. A Treviso città 19,81, molto più rispetto al 12,12 di novembre. A Belluno l'affluenza alle 12 è doppia rispetto alle elezioni regionali: 16,36% contro 8%. A Belluno città ha già votato il 18,66% degli aventi diritto, alle regionali l'affluenza era di poco superiore al 10%. A Venezia città alle 12 ha votato il 19%, in provincia di Venezia il 17,2%. Affluenza in netto aumento. Alle regionali 2025 affluenza del 10,8 in comune di Venezia. Alta affluenza in provincia di Padova alla prima rilevazione delle 12: ha votato il 17,14% degli aventi diritto, quando alla stessa ora alle scorse regionali di novembre l'affluenza era al 10,88%.

Ancora più alta l'affluenza alle urne nel capoluogo: il 19,38% contro l'11,49% delle scorse regionali. Il Comune con l'affluenza più alta nel Padovano è Ponte San Nicolò con il 20,06%, quello con la più bassa è Piacenza d'Adige con il 10,72%

Il referendum costituzionale

Detto questo, si tratta di un referendum costituzionale confermativo. Il che significa che indipendentemente dall’affluenza il risultato sarà valido. Il corpo elettorale in Veneto è composto da 4 milioni e 294 mila persone aventi diritto. E in questo elettorato attivo ci sono 524 mila elettori veneti residenti all’estero e iscritti all’Aire.

Il quesito

Quattro le questioni per un’unica domanda. L’elettore avrà vita facile: è sufficiente mettere una “X” sul “Sì” o sul “No”. Anche il testo è di poche righe. «Approvate il testo della legge di revisione (...) con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?”». Ma è proprio questa semplicità di lettura a nascondere la complessità.

Le quattro questioni toccano temi bollenti. Si parla della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante; se vince il “Sì” giudici e pm avranno ruoli distinti, se vince il “No” rimane tutto invariato (concorso unico e stesso ordine). Si parla poi del Consiglio superiore della magistratura; con il “Sì” ci saranno un Csm requirente e un giudicante, con il “No” un solo Csm con 33 componenti.

La terza questione è conseguente alla seconda: con il “Sì” i magistrati dei rispettivi Csm non saranno più eletti dai colleghi ma sorteggiati a sorte tra tutti gli appartenenti alle rispettive categorie, con il “No”, resta tutto invariato.

Il quarto quesito è la questione disciplinare: con il “Sì” sparisce la sezione disciplinare del Csm che sarà sostituita con l’Alta corte disciplinare, organo distinto dai Csm. Insomma, il referendum tocca questioni di cui si parla dalla nascita della Repubblica e che solo apparentemente hanno nulla a che fare con la vita del cosiddetto uomo della strada.

Gli elettori

Gli aventi diritto sono 4 milioni e 294 mila. E interessati al referendum ci sono anche i veneti iscritti all’Aire. L’affluenza e il peso del voto di questi sono variabili incerte. La provincia con più elettori iscritti all’Aire sul totale del Veneto è Treviso (28,6%), seguita da Vicenza (20,4%) e Padova (13%). Venezia, Verona e Belluno si attestano intorno all’11%, Rovigo 4,4%. In media, il 76% degli elettori veneti risiede al di fuori della Ue.

Il politologo Paolo Feltrin ricorda che «tra il 2016 e il 2025 si sono svolti 9 referendum e solo in due di questi vi è stato un comportamento divergente dalla maggioranza in Italia. Si parla del costituzionale 2016 e del confermativo nel 2022, gli italiani all’estero hanno abbassato i “Sì” dello 0,9 %». 

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