Prof bullizzato da un alunno: «Mi urlava gay, adesso denuncio»

Il ragazzino lo aspettava fuori dalla scuola per insultarlo. Elia Scattolon, 26 anni di Piombino Dese, ora insegna alla media di Villa del Conte e ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. Un caso analogo gli era successo a Vittorio Veneto

Silvia Bergamin
Elia Scattolon, il prof bullizzato da uno studente
Elia Scattolon, il prof bullizzato da uno studente

«Un ragazzino di dodici anni mi aspettava fuori da scuola e mi urlava “gay” davanti a tutti». A raccontarlo è Elia Scattolon, 26 anni, insegnante di musica residente a Piombino Dese e docente alla scuola media di Villa del Conte.

Episodi che, tra settembre e ottobre dello scorso anno, lo hanno spinto a presentare un esposto ai carabinieri per le offese ricevute a causa della sua omosessualità.

Gli insulti davanti a tutti

«Non è successo una sola volta», spiega il giovane professore. «Questo studente mi aspettava fuori da scuola per urlarmi la parola “gay” davanti ai suoi compagni. È accaduto per due volte. A un certo punto mi sono stufato: ho avvisato la preside e poi mi sono rivolto ai carabinieri».

Una decisione maturata anche per il timore delle conseguenze future: «Penso sia un episodio gravissimo. Se a dodici anni dici “gay” al tuo professore in pubblico, vicino alla gente seduta ai tavolini dei bar, vicino ai tuoi compagni, cosa farai a quattordici? E a diciotto? Non riesco nemmeno a immaginarlo».

Il precedente a Vittorio Veneto

Non si tratterebbe, però, di un caso isolato. Nel novembre 2024, il docente dell’Alta padovana aveva già denunciato un alunno per oltraggio a pubblico ufficiale dopo essere stato insultato a Vittorio Veneto. A Vittorio Veneto, quindi, si sarebbe verificato il primo caso di insulti omofobi diventati poi una lunga sequela.

Sulla vicenda è intervenuto Alberto Ruggin, vicepresidente di Anief Veneto: «L’aggressione subita dal docente per il solo fatto di essere gay è un fatto gravissimo, che non può essere minimizzato né archiviato come episodio isolato. Colpire una persona per il suo orientamento sessuale significa colpire i principi fondamentali della convivenza civile e della Costituzione. Se la vittima è un docente, il segnale è ancora più allarmante: la scuola deve essere uno spazio sicuro e inclusivo».

«La difesa dei lavoratori della scuola passa anche dalla tutela dei loro diritti civili e umani. Il silenzio, in questi casi, non è neutralità: è complicità», conclude Ruggin.

Solidarietà anche da Rita Fusinato, presidente regionale di Anief Veneto: «Piena solidarietà al docente aggredito. È inaccettabile subire violenza per ciò che si è: la scuola e le istituzioni devono contrastare con decisione ogni forma di discriminazione».

A parlare di un problema strutturale è Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay LGBT+: «Questi episodi dimostrano quanto sia urgente un’educazione all’affettività e contro le discriminazioni. Quando a scuola non si affrontano temi come emozioni, relazioni, consenso e rispetto, lo spazio viene occupato da stereotipi e linguaggi violenti».La vicenda potrebe quindi sollevare un particolare clamore a livello nazionale, e attraverso un video della vittia, è già finita sui social network. —

 

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