La procuratrice di Venezia: «Al Nord mafie sempre più attive in frodi fiscali e false fatture»
Alessandra Dolci: «Si presentano come operatori economici per evadere le tasse». Appello a una maggior collaborazione tra istituzioni e alla necessità di rafforzare il sistema giustizia

«Le mafie si sono adattate alle esigenze del mercato del Nord e la prima esigenza è quella di evadere le tasse: e quindi sono diventate operatori economici che strutturano articolati sistemi societari per creare fittizi crediti d’imposta, fatture fittizie, servizi appetibili per il mondo imprenditoriale. Dopo di che non intendo criminalizzare di certo tutto il settore imprenditoriale, ma purtroppo molti imprenditori sono attratti da questi servizi».
Così la neo procuratrice di Venezia, Alessandra Dolci, a margine della cerimonia del suo insediamento al vertice di quella che è anche la Procura distrettuale antimafia del Veneto.
«Arrivo qui con la massima umiltà e con la voglia innanzitutto di conoscere, per poi potermi confrontare con gli attori istituzionali e avere dei progetti che siano espressione di una visione di sistema. Combattere le mafie non è semplicemente esercitare l'azione repressiva. Combattere le mafie significa saper fare sistema con le altre istituzioni».
Organizzazioni criminali che Dolci conosce bene, nel loro mutare negli anni, da associazioni di estorsione e omicidi a “soggetto economico illegale”, che affianca gli imprenditori borderline in frodi ed evasioni fiscali. Per 25 anni, infatti, ha diretto da procuratrice aggiunta la Dda di Milano. A darle il benvenuto anche il procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo.
Dialogo dopo il referendum
«È necessario un cambio di passo per rispondere a milioni di cittadini che hanno votato in difesa della costituzione», ha aggiunto Dolci, «un segnale importante soprattutto da parte dei giovani. Siamo disposti al dialogo nonostante le ferite, nonostante alcune espressioni inappropriate usate nella campagna elettorale, per eufemismo. Abbiamo seri problemi nell’amministrazione della giustizia: problemi di ordine etico e molti di carattere pratico. Dobbiamo confrontarci con il ministero per il personale amministrativo sempre carente, essere messi nelle condizioni di lavorare. Auspico una significativa depenalizzazione perché non siamo in grado, per lo stato organici che attualmente non è in grado di rispondere all’enorme domanda di giustizia: in questo momento, penso che sia contrario l’indirizzo governativo, ma serve confrontarci».
«Dopo le recenti vicende referendarie, da parte mia sarà indispensabile riaprire il dialogo con l'avvocatura», ha detto ancora la nuova procuratrice nel suo discorso di insediamento: «La contrapposizione non giova a nessuno e quindi anche da parte della magistratura ci deve essere un cambio di passo. E lo stesso auspico sia fatto da parte dell'avvocatura. Mi auguro collaborazione e una Procura che sia aperta all'esterno».
Non solo mafia; codice rosso e frodi
«Voglio una Procura aperta agli altri attori istituzionali, aperta per i cittadini e improntata su due direttrici: il principio della fiducia, reciproca tra procuratore e sostituti, e del risultato, perché noi dobbiamo garantire il risultato», ha concluso la nuova procuratrice Alessandra Dolci, «Ascolterò, mi confronterò, ci porremo degli obiettivi: il contrasto alla criminalità organizzata, soprattutto alla dimensione economica, particolare attenzione anche alle indagini patrimoniali, alle misure di prevenzione. E attenzione ai reati di codice rosso. Un programma ambizioso, ma dobbiamo comunque pensare che il nostro obiettivo è il risultato. Ai colleghi dico: avanti insieme e, come richiede la nostra Costituzione, sempre con disciplina ed onore».
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