Cane attaccato dai lupi a pochi metri da casa: «Lo hanno trascinato via»
San Cipriano e Modolo, Pepe, cane di 7 anni e 40 chili, è stato aggredito da almeno due lupi durante l’uscita notturna in giardino. Il racconto della proprietaria: «Spero non abbia sofferto molto»

Pepe era un cagnolone grande e grosso. Un incrocio tra un pastore corso e un amstaff di 7 anni per una quarantina di chili di stazza. Ma contro due o tre lupi, non c’è stato niente da fare nemmeno per lui.
Tanto più che era un’animale domestico da feste e giochi, non certo un bestione da combattimento. L’altra notte è stato aggredito e rapito dai predatori residenti, tra San Cipriano e Modolo, appena oltre la siepe del suo giardino. Quello spazio verde che frequentava senza paura con la sua umana Federica.
Era circa mezzanotte, quando i due sono usciti di casa per l’ultimo bisognino della giornata. Niente faceva pensare che oltre la siepe non ci fosse solo il buio, ma anche l’appuntamento con un destino crudele: le zanne affamate e spietate dei lupi. «Ho fatto in tempo solo a sentire Pepe che guaiva disperato, dopo di che almeno due aggressori se lo sono portato via per mangiarselo», racconta ancora addolorata Federica Carrari.
«Non eravamo in giro di notte, tanto meno in mezzo a un bosco, bensì a pochi metri dalla nostra abitazione. Lo spazio verde non è delimitato da una recinzione, semmai da questa siepe e Pepe l’ha semplicemente superata, come aveva fatto chissà quante altre volte. Me l’hanno portato via e purtroppo non l’ho più rivisto».
Spesso i lupi si muovono in branco, ma ci sono anche esemplari solitari. In questo caso? «Due li ho visti sicuramente, ma può darsi che ce ne fosse anche un terzo. Quello che mi preoccupa di più è che ormai questi animali selvatici sono a ridosso delle case e rappresentano un pericolo non solo per quelli domestici, ma anche per i bambini più piccoli. Non attaccano l’uomo, ma una creatura potrebbe diventare un potenziale obiettivo. Ho anche dei gatti in casa e meno male che non escono mai».
Non era un giramondo nemmeno Pepe e forse non conosceva fino in fondo certi rischi: «Viveva sul divano e dormiva sul mio stesso letto. Il suo mondo era la casa con il giardino, chiaro che andavamo anche a camminare, ma non aveva poi tutta questa passione. L’unica cosa che mi auguro è che abbia sofferto il meno possibile. Che sia morto nei momenti immediatamente successivi all’aggressione. Credo che i lupi avessero scelto di attaccare le galline del mio vicino e Pepe abbia voluto, in qualche maniera, proteggerle, finendo per rimetterci la vita. Non ce l’ho con i lupi, che hanno soltanto seguito il loro istinto, ma per me rimane un grandissimo dolore, accanto alla preoccupazione di saperlo da solo, chissà dove. Ho chiamato i carabinieri e poi è arrivata anche la Polizia provinciale, ma non l’abbiamo ancora ritrovato».
La prima reazione sarebbe quella di prendere subito un altro cane, ma non è così per tutti gli amanti degli animali: «Nessuno potrà mai sostituirlo. Pepe è entrato nella mia vita in una fase particolare e mi è stato di grande aiuto con tutto il suo affetto. Premesso che sarei più una gattara, non è il momento migliore per averne un altro. Adesso il mio unico desiderio è quello di ritrovarlo al più presto».
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