Quattro tumori al cuore, paziente di 39 anni salvato all’ospedale di Treviso

L’intervento sull’uomo affetto da una rara patologia genetica oltre che dalle quattro forme tumorali è stato effettuato dalle equipe di Cardiologia e Cardiochirurgia del Ca’ Foncello. La scoperta del cancro dopo una visita di controllo per mancanza di fiato

Le equipe di Cardiologia e Cardiochirurgia dell'ospedale di Treviso
Le equipe di Cardiologia e Cardiochirurgia dell'ospedale di Treviso

Un paziente di 39 anni con una rarissima patologia genetica e 4 tumori al cuore è stato operato all'ospedale di Treviso da un equipe multidisciplinare formata da Carlo Cernetti, direttore della Cardiologia, e da Giuseppe Minniti, direttore della Cardiochirurgia.

Il paziente aveva fatto una visita di controllo per un'insolita “mancanza di fiato” ed ha così scoperto che nel suo cuore erano presenti quattro masse tumorali. «Ci siamo domandati», spiega Cernetti, «se non ci trovassimo in una situazione diversa dal classico quadro di tumore cardiaco e Minniti ha ipotizzato si trattasse di una Sindrome di Carney, rarissima patologia genetica che può comportare problemi, oltre che nel cuore, anche in altri organi».

Il rischio per il paziente era alto. Si è deciso, quindi, di intervenire d'urgenza e in una maratona chirurgica di quattro ore a cuore aperto, si sono rimossi tutti e quattro i tumori compresa la massa "agganciata" alla valvola mitrale, grande circa 4 centimetri: una manovra ad alta precisione, in cui il rischio di danneggiare definitivamente la valvola era elevato e avrebbe potuto richiedere la sua sostituzione con una valvola artificiale. I chirurghi sono riusciti a preservarla, restituendo un cuore anatomicamente perfetto e integro al paziente che è stato dimesso dopo una settimana di ricovero e altre due di riabilitazione.

L'intuizione dei medici ha permesso di individuare, per la prima volta, una nuova variante genetica della malattia, mai diagnosticata in precedenza.

«Identificare queste patologie rare è fondamentale», dice Minniti, «Significa mettere in campo tecniche chirurgiche che eliminino radicalmente la malattia tumorale e, nel contempo, consentano di ricostruire le parti del cuore demolite; ma non solo, dal momento che il problema è genetico, significa anche non lasciare solo il paziente dopo l'operazione, ma prendersi cura della sua vita futura e di quella dei suoi cari».

Il caso è stato proposto per essere pubblicato da una delle più prestigiose riviste scientifiche mondiali di cardiologia ilJournal American College of Cardiology. Negli ultimi 4 anni, l'Agenas ha costantemente attribuito alla Cardiochirurgia di Treviso il massimo livello di qualità sia per quanto riguarda la chirurgia dei by-pass coronarici che per quanto riguarda la chirurgia valvolare, collocandola al primo posto in Veneto per qualità e volumi di interventi e nei primi 10 posti in Italia sempre per gli stessi indicatori. 

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi