A Padova la chirurgia robotica per trattare la sindrome dello stretto toracico

L’Azienda Ospedale-Università ha applicato la tecnica mini-invasiva con tre incisioni: meno dolore, ricoveri brevi e rischio complicanze quasi nullo. Può diventare il nuovo standard di cura

L'équipe della Chirurgia toracica dell'Azienda ospedaliera università di Padova diretta dal professor Dell'Amore
L'équipe della Chirurgia toracica dell'Azienda ospedaliera università di Padova diretta dal professor Dell'Amore

Tre incisioni di pochi centimetri, tempi di intervento e ricovero dimezzati e un tasso di complicazioni intra e post operatorie vicino allo zero. Sono i vantaggi della tecnica della chirurgia robotica, applicata - per la prima volta in Veneto e tra le prime in Italia - dalla Chirurgia toracica dell'Azienda ospedaliera università di Padova, diretta dal prof. Andrea Dell'Amore, per la sindrome dello stretto toracico superiore, patologia invalidante che tipicamente colpisce i giovani.

La malattia

La malattia è causata da un'anomala e dinamica compressione di nervi e di vasi sanguigni nel passaggio tra collo e spalla, tra clavicola e prima costa, che oltre a causare al paziente un forte dolore agli arti superiori, che si accentua con alcuni movimenti, può fortemente limitare la qualità di vita sociale e lavorativa.

Nel lungo periodo, se non trattata, può inoltre essere motivo di trombosi, embolie e vere e proprie perdite funzionali muscolari degli arti superiori. È una patologia molto sotto diagnosticata che, per i sintomi iniziali aspecifici, spesso viene confusa con una radicolopatia o ernia cervicale o tendinopatia del cingolo scapolare.

L’intervento

L'intervento dell'équipe di Dell'Amore rappresenta l'inizio di un programma strutturato di trattamento robotico con tutti i vantaggi per il paziente della chirurgia robotica, cioè mini-invasività, riduzione del dolore, una ripresa post operatoria immediata con tempi di degenza brevi. In più con la robotica il chirurgo ha una visione magnificata delle strutture vascolo nervose coinvolte con riduzione dei rischi di complicazioni postoperatorie senza dover ricorrere ad accessi chirurgici ampi e demolitivi come si usava in passato per trattare una patologia tutto sommato benigna e semplice da risolvere.


«Negli ultimi anni, con l'evoluzione delle tecniche di chirurgia mini invasiva, da quella toracoscopica a quella robotica, è stata introdotta una tecnica che con tre piccole incisioni toraciche ci permette di rimuovere la prima costa» spiega Dell'Amore, «La tecnica robotica dell'esportazione della della prima costa, che tra l'altro siamo tra i primi in Italia ad utilizzare, ci permette di eseguire una dissezione anatomica, veramente molto precisa, e quindi con un basso rischio di complicanze, e una ripresa postoperatoria immediata con veramente pochi giorni di degenza. A nostro avviso questa potrebbe diventare il gold standard per la cura di questa patologia».

Stefani assicura: «Aperta una nuova via tra i primi in Italia»

Il presidente del Veneto, Alberto Stefani dichiara: «Complimenti alla Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il Direttore Andrea d’Amore e la sua equipe hanno aperto una nuova via, totalmente minivasiva, per curare e risolvere la complessa sindrome dello stretto toracico. Primi in Veneto e tra i primi in Italia ad affrontare con tre incisioni di pochi centimetri una patologia molto invalidante, dolorosa e, con l’andar del tempo, anche pericolosa».

E aggiunge: «Condivido in pieno anche la prospettiva di dare avvio a un programma strutturato di uso della robotica per risolvere la sindrome dello stretto toracico, a tutto vantaggio dei malati, che potranno ricevere le cure più adatte con tempi di intervento e di ricovero dimezzati e una ripresa post-operatoria praticamente immediata. Bravi  anche per la capacità di programmare uno sviluppo organizzato di un nuovo successo».

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