Quattro morti sospette al Gallucci di Padova, la procura archivia: «Nessun reato sui decessi»
La Procura di Padova chiarisce che non esiste alcuna inchiesta sui presunti decessi sospetti al Centro Gallucci. Aperto un procedimento senza notizia di reato, gli accertamenti hanno escluso fatti penalmente rilevanti

Inchiesta archiviata per omicidio e nessun fascicolo contro ignoti sui presunti decessi sospetti al Centro di cardiochirurgia Gallucci di Padova.
A chiarirlo è la Procura della Repubblica di Padova, che interviene con una nota ufficiale firmata dal procuratore Angeloantonio Raccanelli dopo le notizie circolate nelle ultime ore.
«Con riferimento alla notizia apparsa oggi sull' "Inchiesta sui decessi al Gallucci" – si legge nella nota – si ritiene opportuno comunicare che questo ufficio ha aperto nei mesi scorsi un procedimento modello 45 avente ad oggetto una segnalazione proveniente dall'Azienda Ospedale-Università di Padova, che trasmetteva una nota del professor Vincenzo Tarzia. Sono stati svolti accertamenti all'esito dei quali non sono emersi fatti penalmente rilevanti».
Il procedimento, quindi, è stato iscritto come modello 45, cioè nel registro degli atti non costituenti notizia di reato, e non riguarda ipotesi di reato né persone indagate.
La vicenda
La vicenda trae origine da una segnalazione trasmessa dall'Azienda ospedaliera universitaria di Padova, contenente una relazione del professor Vincenzo Tarzia. Nei mesi scorsi erano emerse tensioni all'interno del Centro Gallucci, con alcuni cardiochirurghi che avevano evidenziato presunte criticità organizzative e gestionali, anche in relazione alla successione del professor Gino Gerosa, che ha lasciato la direzione della Cardiochirurgia lo scorso dicembre dopo la nomina ad assessore regionale alla Sanità.
Tra le questioni sollevate figurava la gestione ad interim della struttura e la presunta incertezza nella catena delle responsabilità clinico-organizzative. La nota era stata indirizzata ai vertici dell'Azienda ospedaliera, alla direzione sanitaria, alla rettrice dell'Università di Padova e allo Spisal.
La Procura, tuttavia, precisa che gli accertamenti effettuati non hanno evidenziato profili di rilevanza penale, smentendo così l'esistenza di un'indagine sui quattro decessi avvenuti nel reparto.
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