Il caso Montagna senza benzina: si avvia alla paralisi il rifornimento di carburante
Dopo l’avvio degli sconti su benzina e gasolio, i gestori degli impianti Eni nel Bellunese denunciano code e difficoltà nei rifornimenti. Il presidente provinciale Figisc Confcommercio Mario Fabbiane chiede a Eni di garantire forniture regolari

Montagna senza benzina: si avvia alla paralisi il rifornimento di carburante alle pompe nelle Terre Alte, dopo il via agli sconti su benzina e gasolio, con code infinite di auto ai distributori.
Distributori che, una volta rimasti a secco, rischiano di restare giorni senza rifornimenti: «A queste condizioni è impossibile garantire un servizio adeguato alla clientela», dicono i gestori degli impianti Eni, i primi a dover applicare la scontistica.
Sulle dinamiche dei prezzi dei carburanti degli ultimi giorni a seguito della campagna di sconti avviata dall’Eni, a nome dei gestori della provincia di Belluno, interviene il presidente provinciale di Figisc Confcommercio Belluno Dolomiti, Mario Fabbiane: «La confusione regna sovrana, in modo particolare per i gestori degli impianti Eni che si trovano nella stessa situazione della scorsa primavera. Eni avvia una politica di sconti senza un sopporto logistico e organizzativo tale da garantire continuità nei rifornimenti degli impianti. Sbagliare è umano, perseverare diabolico».
«Il tutto» continua Fabbiane, «si traduce in operatività a singhiozzo degli impianti, disagi per la clientela, soprattutto quella fidelizzata, disorientamento nell’utenza e danni economici per noi gestori. Di fatto lo sconto lo stiamo pagando noi essendoci trovati all’improvviso con le cisterne piene in avvio della scontistica. Ed ancora non abbiamo alcuna certezza di ricevere adeguati ristori dalla compagnia.
Al di là dell’aspetto economico non siamo messi nelle condizioni di poter svolgere un servizio adeguato. Riscontriamo poi difformità nelle tempistiche di rifornimento che penalizzano e discriminano ulteriormente il ruolo e la figura del gestore rispetto ad esempio ad impianti gestiti direttamente dalla compagnia». «Ci scusiamo con la clientela» conclude Fabbiane «per una situazione che non dipende in alcun modo da noi gestori che, tra l’altro, siamo assoggettati a clausole contrattuali che a quanto pare vengono rispettate solo da un lato, il nostro».
La richiesta ufficiale dei gestori bellunesi all’Eni: «Chiediamo a Eni di fornirci regolarmente il prodotto nell’interesse di tutti, automobilisti in primis, affinché un’iniziativa che potrebbe avere risvolti favorevoli innanzitutto per la nostra clientela – privati, imprese, enti pubblici – non si traduca, come sta avvenendo, in confusione, disagi, inutili psicosi per i clienti ed in danni economici e di immagine per i gestori»
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