Via al semestre filtro di Medicina, il 75 per cento è donna: «Avanti a tutti i costi»

Martedì 1 settembre all’Hub di Ingegneria dell’ateneo di Padova, 3.454 studenti hanno iniziato il semestre, tra esordienti e ripetenti da tutta la regione: «Se va male torneremo»

Daniela Gregnanin
L'Hub di ingegneria dell'Università di Padova
L'Hub di ingegneria dell'Università di Padova

Ansia, palpitazioni ma anche la voglia di provarci, perché in ballo c’è il lavoro dei sogni: diventare medico, odontoiatra o veterinario. È con queste emozioni che martedì 1 settembre  all’Hub di Ingegneria dell’ateneo di Padova, 3.454 studenti hanno varcato le soglie dell’eco-edificio, pronti per le prime lezioni del semestre filtro.

La frequenza per il momento, prevede sei ore al giorno per tre giorni, con lezioni a indirizzo scientifico. Anche quest’anno prevale la presenza femminile: le studentesse iscritte sono 2.575, gli studenti 883; la stessa proporzione, con numeri decisamente più piccoli, si ripete nel tre percento di studenti internazionali. Tra i 120 corsisti stranieri a “dominare” sono le femmine, ben 79.

Alle 8.30 tutti in aula e il brusio si tramuta in un silenzio reverenziale: tutti in classe, sguardo attento alla cattedra per iniziare a dare vita al proprio futuro. «Sono agitata, non posso descrivere tutte le emozioni che sento in questo momento, ma certamente sono positiva perché mi sono preparata molto per arrivare fin qui. Ce la metterò tutta, voglio diventare una psichiatra», spiega Giorgia Sartore 19 anni di Schio, accompagnata dalla concittadina e “collega” di corso Nur: «Io non ho studiato nulla, non mi sono preparata, ma alle superiori andavo bene e avendo finito da poco la maturità, ho ancora tutto chiaro. Non importa se comunque non dovessi farcela, perché sono determinata e mi ripresenterei nel 2027».

«Per me è la prima volta, non so cosa aspettarmi, ma sono qui e vediamo cosa accadrà tra sei mesi», commenta Giulia Facchin, 25 anni; idem per il collega di corso Leonardo Bruscaglin, 18 anni: «Prenderò i mezzi ogni giorno, per fortuna sono di Piove di Sacco, sono certo che tutti i sacrifici, anche quelli dei miei genitori, saranno ripagati quando aprirò lo studio come odontoiatra».

Determinazione e consapevolezza non mancano anche a coloro che sono al secondo tentativo: «Io il semestre filtro l’ho già fatto l’anno scorso e devo dire che alcune materie non sono state performanti, come anche i test, in particolar modo quelli di fisica, progettati davvero male. Comunque non demordo e ci riprovo anche quest’anno, io voglio indossare il camice bianco», racconta Giacomo Ferro leggermente meno emozionato dei “primini”. «Anch’io sono al secondo tentativo e non mi fermerà nessuno, voglio diventare un bravo medico» aggiunge Ludovica Ferenda. In molti hanno idee più che chiare sulla professione: «Qui è tutto nuovo, le inquietudini non mancano, ma sono sostenuta dai miei genitori e diventerò neurologa» sottolinea Angelica delle Colette 19 anni.

«Mi vedo già nel mio studio in camice bianco, sarò un’ottima odontoiatra» aggiunge Sofì dell’Isola, anche lei ai blocchi di partenza di un’avventura tutta in salita che è la stessa di Aisha Avasse 18 anni, pronta ad affrontare le sfide per diventare un chirurgo di emergenza.

Molti possono contare sull’aiuto morale ed economico dei genitori e più di qualcuno ha scelto di fare il pendolare per risparmiare: «Sono di Venezia, studierò anche in treno, non c’è tempo da perdere» chiarisce Victory 21 anni arrivata dalla Nigeria 5 anni fa.

«L’esperimento iniziato l’anno scorso è stato un po’ traumatico, perché era una novità completa, ma comunque le difficoltà iniziali sono state superate. Quest’anno ricominciamo con qualche aggiustamento, si termina a fine novembre e non all’inizio e gli esami sono passati a dicembre e gennaio. Ci sono più pause tra una prova e l’altra e come sempre, chi vorrà potrà seguire le lezioni online» chiarisce Marco Ferrante prorettore con delega alla didattica.

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi