Fine vita, il Veneto approva la legge. E’ la prima regione di centrodestra
Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia Romagna (a guida del centrosinistra), il Consiglio regionale ha dato il via libera alla legge di iniziativa popolare dopo una maratona di due giorni in aula

Il fine vita è legge in Veneto: 32 i voti favorevoli del Consiglio regionale, 14 i contrari, 5 gli astenuti.
Il voto dei consiglieri
Per la prima volta in Italia, la decisione è di una Regione di centrodestra. Il via libera alla legge di iniziativa popolare è arrivato mercoledì 2 settembre, al termine di una seduta fiume del Consiglio iniziata martedì 1° e scandita da discussioni ed emendamenti, prese di posizioni politiche e consiglieri combattuti tra le direttive dall’alto e la propria coscienza.
Il Veneto è la quarta regione - dopo Toscana, Sardegna ed Emilia Romagna – ad approvare il provvedimento.
«È fondamentale ascoltare l'opinione di tutti», aveva dichiarato martedì nel suo intervento in aula il presidente del Consiglio Luca Zaia, da anni favorevole al provvedimento, «là fuori c'è un mondo che ci guarda, che tifa perché si approvi o non si approvi. Ma è giusto che sappia che non stiamo votando sul fine vita, stiamo facendo un atto di civiltà».
Stefani: «Cure palliative per tutti i veneti»
«Nulla è più importante della dignità della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari. Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore».
Lo dichiara il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, a seguito del voto in Consiglio regionale sugli emendamenti che ha presentato al progetto di legge nato dall'iniziativa popolare “Liberi subito”.
«Il mio obiettivo è semplice e ringrazio le forze di maggioranza per averlo compreso e sostenuto: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarieta’ del medico che assiste»
«Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico, gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito».
Zaia: «Una risposta concreta dal Veneto»
«L’approvazione della legge sul fine vita è un risultato importante e un atto di responsabilità del Consiglio regionale del Veneto. Dopo oltre dieci ore di dibattito e mesi di approfondimento, il Consiglio ha scelto di dare una risposta concreta alle persone che vivono condizioni di sofferenza estrema».
Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, commenta il via libera alla legge sul suicidio medicalmente assistito. «Abbiamo approvato una legge per pazienti e famiglie, ma anche per medici e operatori sanitari, ai quali viene offerto un quadro più chiaro per affrontare situazioni complesse».
Zaia sottolinea infine che la legge «non introduce il fine vita né un nuovo diritto», ma organizza le procedure nel perimetro tracciato dalla Corte costituzionale.
L’associazione Coscioni
«Dal Veneto arriva finalmente una scelta rispettosa dei diritti e delle libertà di chi soffre». Così Marco Cappato e Filomena Gallo, dell’Associazione Luca Coscioni, commentano l’approvazione della legge sul fine vita in Veneto.
«La legge garantisce tempi ragionevoli e procedure certe, uniformi e trasparenti, evitando che persone con sofferenze insopportabili e irreversibili debbano affrontare lunghi percorsi burocratici».
L’associazione ringrazia i 9.000 cittadini che hanno sottoscritto la proposta e i consiglieri regionali che l’hanno approvata, rilanciando l’obiettivo di estendere il modello alle altre Regioni italiane.
Manildo: «Ora una legge nazionale»
"Abbiamo la sensazione di essere utili, grazie al lavoro che ha fatto l'associazione Luca Coscioni. La partecipazione emotiva è molto alta, loro sicuramente l'hanno vissuta e siamo molto contenti del passo che è stato fatto dal Veneto". Così il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Veneto Giovanni Manildo, dopo l'approvazione della legge di iniziativa popolare sul fine vita. "È una garanzia di effettività di un diritto, un passo in avanti".
“Adesso, col sostegno di questo questo atto, sicuramente con maggior forza si chiederà una legge nazionale perché bisogna assolutamente arrivare a una tutela sempre più effettiva della libertà di queste persone".
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi









