Medici di famiglia, in Veneto 400 domande per 191 posti

L’analisi del segretario regionale della Fimmg, Enrico Peterle, dopo la chiusura del bando per l’accesso al Corso di formazione in medicina generale: «I giovani ci sono, ora vanno messi nelle condizioni di restare»

Molti candidati in Veneto per diventare medici di base
Molti candidati in Veneto per diventare medici di base

«Quattrocento domande per 191 posti disponibili sono un dato molto chiaro: i giovani interessati alla medicina generale ci sono. Il problema non è convincerli a scegliere questa professione, ma costruire le condizioni perché possano esercitarla con soddisfazione e decidano di rimanere nel sistema». Lo rileva Enrico Peterle, segretario regionale di Fimmg Veneto, commentando i risultati del bando per l'accesso al Corso di formazione specifica in medicina generale 2026-2029.

In tutta Italia sono state presentate 5.965 candidature per 2.651 posti. In Veneto le domande risultano più del doppio rispetto alle disponibilità previste.

«È una risposta che non deve essere sprecata. Dietro questi numeri ci sono giovani colleghi disponibili ad assumersi la responsabilità della cura quotidiana delle persone, della presa in carico dei pazienti cronici e fragili e della continuità dell'assistenza sul territorio. Ora», sostiene Peterle, «sono necessari interventi concreti sul percorso formativo e sull'ingresso dei giovani medici nel sistema regionale».

«Non basta aumentare il numero dei professionisti formati. Bisogna fare in modo che possano iniziare a lavorare rapidamente, con strumenti tecnologici adeguati, personale di supporto e modelli organizzativi che favoriscano la collaborazione tra medici senza cancellare il rapporto fiduciario con il cittadino», sottolinea il segretario della Fimmg Veneto.

«Il Veneto ha davanti un'occasione importante per rendere nuovamente attrattiva la medicina generale e, contemporaneamente, affrontare il problema dei cittadini che ancora oggi faticano a trovare un medico di famiglia. Formazione, organizzazione territoriale e miglioramento delle condizioni di lavoro devono procedere insieme», conclude Peterle, «perché ogni intervento ha senso soltanto se produce un'assistenza migliore per le persone».

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