A Pontida Salvini annuncia il congresso, la reazione dei leghisti veneti: «Atto di coraggio che rilancerà il partito»

I leader veneti si preparano al confronto. Stefani: «Una scelta di responsabilità. Il congresso è la sede ideale anche per discutere di temi, proposte e obiettivi futuri. Ne usciremo più forti e più uniti». Marcato: «Ben venga il confronto»

Filippo Tosatto
Foto di gruppo per i veneti
Foto di gruppo per i veneti

Sbalorditi dall’annuncio di un congresso straordinario che mai si erano spinti a sollecitare, i leader nordisti tracciano le prime analisi di Pontida e si preparano al confronto.

«La scelta di Salvini dimostra coraggio e soprattutto responsabilità», sostiene Alberto Stefani, presidente del Veneto, tra i pochissimi a “fiutare” la novità imminente; «Responsabilità significa rendere conto e il modo migliore per farlo è presentarsi ai militanti e metterci la faccia. Perciò il congresso è la sede ideale anche per discutere di temi, proposte e obiettivi futuri. Ne usciremo più forti e più uniti».

Avanti con la dialettica congressuale ma «serve rispetto verso il lavoro di Matteo Salvini in questa fase politica, lo stesso che abbiamo riservato a Bossi e Maroni», chiosa Lorenzo Fontana, il presidente della Camera.

Secondo Massimiliano Romeo, capogruppo dei senatori e condottiero lombardo, tra i critici più severi del gruppo dirigente, «la convocazione congressuale in tempi così ristretti conferma l’urgenza di rilanciare il partito e riconquistare la fiducia dei nostri elettori, per il bene dei cittadini, della Lega e dell’intero centrodestra».

«Penso che il segretario voglia favorire una discussione e un percorso di crescita del movimento», è il commento di Massimiliano Fedriga, il governatore del Friuli Venezia Giulia, persuaso che la Lega sia «un partito vivo, che guarda avanti e offre al Paese una proposta politica di rinnovamento. Il dibattito è sempre positivo, a preoccupare, viceversa, è il silenzio carico di tensioni, perciò continuiamo senza paura le nostre battaglie».

Andrea Tomaello, commissario del Leon, è convinto che nel dibattito congressuale a prevalere «saranno lo spirito unitario e la volontà di imprimere maggiore energia all’impegno in favore delle famiglie, del lavoro, dell’impresa» .

I consiglieri regionali

Folta la delegazione dei consiglieri regionali, capitanata dallo speaker Riccardo Barbisan (” Matteo! Matteo! ”, ritma saltellando): all’appello mancano soltanto Elisa De Berti, Francesco Calzavara e Rosanna Conte: assenti giustificati i primi; “indiziata” di sintonia con Futuro Nazionale, quest’ultima. «Salvini? Per me può restare segretario a vita purché restituisca alla Lega l’identità di forza popolare, sindacato del territorio, diversa e indipendente dalla destra e dalla sinistra. Ben venga il congresso, è ora di mettere le carte in tavola e affrontare i nodi in modo trasparente», le parole di Roberto “Bulldog” Marcato.

«Sì, ascoltare la base e dare la parola ai militanti è sempre una scelta consigliabile, a prescindere dall’esito del confronto», fa eco Daniele Canella, il giovane neo presidente della Provincia di Padova «è importante, tuttavia, che delegati e dirigenti non si concentrino su incarichi e poltrone quanto sulla politica del fare. L’emorragia di consensi? Come ha dimostrato il voto regionale, esistono ampi margini di recupero, è il momento di aggiornare e ridisegnare la nostra linea».

Ma com’è andata davvero la domenica di Pontida? «Clima positivo, grande partecipazione, un mix di giovani e anziani che lascia ben sperare», riassume il veterano Massimo Bitonci, per nulla spaventato dal calo nei sondaggi: «Ero qui con il partito al 3% e poi con le proiezioni al 40, la Lega ha un andamento ciclico. Vannacci? Non lo considero proprio e trovo disgustosi i suoi accenni alle distinzioni per razza, religione e orientamento».

 

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