La stagione del Teatro Stabile del Veneto al Verdi di Padova: un cartellone nel segno del mito
Tredici titoli al Teatro Verdi per 72 recite, oltre ai cinque appuntamenti Fuoriserie fra teatro e altri linguaggi, e ai 23 titoli di “Glicine”, il cartellone contemporaneo che per la prima volta unisce Teatro Maddalene e Ridotto del Verdi

Dagli antichi miti alle grandi scritture del Novecento, passando per la tradizione veneta e con grande attenzione alla nuova scena: la stagione 2026/27 del Teatro Stabile del Veneto a Padova comprende 13 titoli al Teatro Verdi per 72 recite, oltre ai cinque appuntamenti Fuoriserie fra teatro e altri linguaggi, e ai 23 titoli di “Glicine”, il cartellone contemporaneo che per la prima volta unisce Teatro Maddalene e Ridotto del Verdi.
L’ampia partecipazione della scorsa stagione (53 mila presenze tra Verdi e Maddalene) ha suggerito orari più attenti alle esigenze del pubblico. Al Verdi, con cinque o sei recite per spettacolo, sette per Incendi, è confermato il turno del martedì alle 19 per sei titoli, mentre il sabato il sipario si alza alle 20, in anticipo rispetto al passato. E per agevolare le famiglie, durante sei pomeridiane domenicali è previsto un servizio di babysitting con laboratori per bambini.
Il cartellone si apre nel segno del mito con la prima nazionale di Incendi di Wajdi Mouawad (27 ottobre-3 novembre), con la regia di Marco Lorenzi e con Frédérique Loliée e Filippo Dini tra i protagonisti, e Alcesti di Euripide (24-29 novembre), con Deniz Ozdogan e Aldo Ottobrino, con la regia di Dini.
Il rapporto con la cultura veneta caratterizza i due appuntamenti successivi: Andrea Pennacchi, diretto da Gabriele Vacis, si confronta con la lingua e l’eredità teatrale di Ruzante in Predatori di pianura (15-20 dicembre), mentre Valerio Binasco dirige Una delle ultime sere di Carnovale di Goldoni (19-24 gennaio).
Si passa poi all’immaginario di Italo Calvino con La cosmicomica vita di Q (27-31 gennaio), interpretata da Luca Marinelli, e al Novecento americano di Arthur Miller con Erano tutti miei figli (3-7 febbraio), diretto e interpretato da Elio De Capitani. Seguono Marco Paolini con il suo Bestiario idrico (16-21 febbraio) e A casa tutti bene (24-28 febbraio), dal film di Gabriele Muccino, con Anna Galiena e Fabio Troiano.
Alessio Boni veste invece i panni del grande commediografo francese in Molière di Francesco Niccolini (2-7 marzo), seguito da Finale di partita di Samuel Beckett (10-14 marzo), con Michele Di Mauro e Giuseppe Sartori, diretto da Gabriele Russo.
E ancora: Le nostre donne di Éric Assous (31 marzo-4 aprile), con Luca Bizzarri, e Il delirio del particolare di Vitaliano Trevisan (7-11 aprile), con Maria Paiato diretta da Giorgio Sangati. Chiude Oltre di Fabiana Iacozzilli (14-18 aprile), ispirato al disastro aereo sulle Ande nel 1972.
Fuoriserie presenta Paolo Calabresi con Tutti gli uomini che non sono (4 dicembre), Francesco Piccolo e Pif con Momenti di trascurabile (in)felicità (15 gennaio), Roberto Citran con Il prete bello da Goffredo Parise (20 marzo), Mario Perrotta con Nel blu, dedicato a Domenico Modugno (23 aprile), e Marco D’Agostin con Asteroide (29 aprile).
“Glicine” inaugura il 13 novembre al Teatro Maddalene con Il sentiero tratto da Calvino, con la regia di Fabiana Iacozzilli e la Compagnia Giovani del TSV. Le inquietudini delle nuove generazioni ispirano Brain Storm (4-7 febbraio), nato da una collaborazione europea, mentre Calcinculo di Babilonia Teatri (11-12 febbraio) affronta diversità e marginalità e Col senno di poi (11-13 marzo) la violenza di genere.
Al Ridotto del Verdi, Infinita bellezza di Claudia Manuelli e Aron Tewelde (15-16 aprile) coinvolge il pubblico in un gioco sugli stereotipi; alle Maddalene è attesa anche Chiara Bersani con Michel – The Animals I Am (23 aprile), che sfida i canoni della danza classica attraverso tre performer con disabilità.
Ma “Glicine” guarda soprattutto al futuro della scena, con progetti dedicati alla nuova drammaturgia e alla creazione teatrale incluse le residenze artistiche di “Maturazione” promosse dallo Stabile, mentre gli allievi dell’Accademia Carlo Goldoni presentano al Ridotto lavori sulla Commedia dell’Arte, Čechov e Leopardi e al Maddalene si misurano con la ricerca performativa di Marco D’Agostin in Pompei e con Shakespeare, nel Cantiere guidato da Serena Sinigaglia.
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