I fuochi del Redentore non turbano il delfino Mimmo, l’esperto: «L’acqua fa da barriera»

Il delfino veneziano festeggia il Redentore per il secondo anno. Le raccomandazioni del professore Mazzariol: «Qualora lo si individuasse scorrazzare in Bacino, non bisogna dargli da mangiare»

Costanza Francesconi
Il delfino Mimmo
Il delfino Mimmo

A Venezia se lo stanno chiedendo in più d’uno. Ma al Redentore, Mimmo che programmi ha? «Intanto, ricordiamoci che uno lo ha già festeggiato», chiosa ironico Sandro Mazzariol, professore ordinario dell’Università di Padova alla guida del Cert, il Cetacean strandings Emergency Response Team, l’ente di riferimento per la Regione del Veneto in materia di cetacei e tartarughe marine.

Con il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue, il Comune e la Guardia Costiera, monitora il mammifero marino ormai cittadino onorario del Bacino di San Marco.

Osservato a vista tutte le settimane, Mimmo risiede stabilmente con vista su Palazzo Ducale dalla scorsa estate, mascotte di Venezia che sarebbe opportuno guardare ma non toccare.

E veniamo alla notte di sabato, allo spettacolo pirotecnico organizzato per la festa del Redentore. «Dal punto di vista dei fuochi, il rumore sott’acqua non è così importante né impattante come si possa pensare, in termini di disagio fisico per il delfino», rassicura Mazzariol.

«L’acqua fa da barriera, come già appurato l’anno scorso e con i botti di Capodanno, ma certo resta il tema delle imbarcazioni e del traffico acqueo, quella notte particolarmente intensi. Il delfino si è abituato a conviverci ma è chiaro che l’evento renda le condizioni più particolari». In ottica di tutela di Mimmo, gioca a favore il fatto che il Bacino si riempirà progressivamente.

«È presumibile che lui, notandolo, si sposti», riflette Mazzariol. «Di suo, Mimmo non si avvicina alle barche. È più facile si accodi ai natanti che seguono una traiettoria dritta, per ragioni di scia, altrimenti tende a stare sulle sue». 

Un tipo ramingo, Mimmo, non tuttavia introverso, a cui però non bisogna dare corda. «Ha un suo criterio di spostamento che non abbiamo ancora definito», chiarisce l’esperto. «Lo osserviamo una volta alla settimana. L’ultima recentissimamente. Posso dire che sta bene, che riporta qualche ferita causata da eliche di piccole dimensioni, probabilmente di motoscafi che, in modo per lui assolutamente imprevedibile, fanno retromarcia bruscamente. Ma niente di grave, direi che gode di piena salute».

L’appello, anche e soprattutto per la notte dei foghi, resta lo stesso riproposto da più di dodici mesi a questa parte: «Qualora lo si individuasse scorrazzare in Bacino, non dargli da mangiare, non andargli incontro, non cercare di attirare la sua attenzione» elenca Mazzariol, che esorta al contrario a «favorire il suo allontanamento». Apparso in laguna a giugno del 2025, ha traslocato in zona San Marco da giugno.

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