La Fenice annulla la collaborazione con Beatrice Venezi

La nota del teatro, per voce del sovrintendente Colabianchi: «Decisione maturata anche a seguito delle gravi e reiterate dichiarazioni pubbliche del Maestro»

Camilla Gargioni

La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del Sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi. «La decisione è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del Maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra», la nota del sovrintendente Colabianchi. «Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai Professori d’Orchestra. La Fondazione Teatro La Fenice ribadisce il proprio impegno nella promozione di un ambiente professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione costruttiva e sull’eccellenza artistica».

Il commento del ministro Giuli

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, «prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia». Si legge in una nota, dopo l'annuncio del sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia di annullare tutte le collaborazioni con Beatrice Venezi.

«Con l'auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d'ogni ordine e grado; nell'interesse del Teatro e della città di Venezia», aggiunge Giuli.

La vicenda

C’è una data chiave: lunedì 22 settembre. È il giorno in cui la Fenice comunica ufficialmente attraverso una nota la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale. La conditio sine qua non della nomina, non scritta ma di prassi, è che viene fatta dal sovrintendente dopo che ci sia una conoscenza tra direttore d’orchestra e l’orchestra stessa. Conoscersi, in ambito musicale, significa suonare insieme. Cosa che tra l’orchestra della Fenice e la direttrice Venezi non è accaduto: di questa accelerazione il sovrintendente e direttore artistico Nicola Colabianchi ha chiesto più volte scusa. Ma è il primo passo che ha portato a incrinare i rapporti con l’orchestra, fino al muro contro muro. Le maestranze, intanto, si sono da subito opposte alla nomina sia per il metodo sia perché il curriculum di Venezi è stato ritenuto inadeguato a un teatro come la Fenice.

Venezi e La Fenice: sette mesi di polemiche tra politica, spille e musica
Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice

Il momento forse di massima tensione è andato in scena durante il concerto di Capodanno. Scongiurando lo sciopero, orchestra e coro della Fenice hanno scelto di indossare una spilla gialla, con disegnata una chiave di violino stilizzata al centro della quale batte un cuore.

Cosa aveva detto Venezi

In questi mesi, non sono state molte le parole pronunciate dal Maestro sulla vicende. Tra queste, però, ce ne sono alcune che hanno fatto rumore. Si tratta in particolare delle stilettate dalla conferenza di presentazione di Carmen a Pisa, che sono balzate in prima pagina: un teatro «in mano ai sindacati», in un contesto «anarchico». 

 

Negli ultimi giorni, a rinfocolare la polemica e l'irritazione delle maestranze è un'intervista di Venezi al quotidiano argentino La Nacion. «Anche Diego Matheuz la diresse a soli 26 anni, per quanto era un protetto di Abbado. Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un'orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio», ha affermato tra l'altro la direttrice d'orchestra nell'intervista.

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