Estate 2026, 153 i morti di caldo a Venezia. Verona la peggiore

Quest’anno, in Europa, sono morte di caldo 50.391 persone. Di questi decessi, 32. 619 sono legati alla crisi climatica, pari al 65% del totale. In Veneto, la seconda città che registra i numeri più preoccupanti è Verona, con 140 morti nei tre mesi estivi centrali, il 69% delle quali legate alla crisi climatica. Nello stesso periodo, a Treviso sono decedute 54 persone a causa di effetti correlati al caldo eccessivo

Eva Franceschini
Il cambiamento climatico porta le temperature sopra la media stagionale, con danni alla salute
Il cambiamento climatico porta le temperature sopra la media stagionale, con danni alla salute

A Venezia, tra giugno e agosto 2026 il caldo ha provocato la morte di 153 persone. Il 70% di questi decessi (106) è correlato al cambiamento climatico. Il dato anticipato da IrpiMedia, relativo alla dimensione locale, parte dai due studi pubblicati sulla rivista Nature Health, che hanno preso in esame 854 città europee, evidenziando come il 2026 sia stato l’anno peggiore mai registrato dal continente per le morti causate dalle temperature elevate.

Quest’anno, in Europa, sono morte di caldo 50.391 persone. Di questi decessi, 32. 619 sono legati alla crisi climatica, pari al 65% del totale. Alla ricerca che ha coinvolto più università ha partecipato il dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari, con Malcolm Mistry, coautore degli studi e professore assistente alla London School of Hygiene and Tropical Medicine, che dice: «Il caldo è un killer silenzioso.

Sebbene il colpo di calore possa essere letale, la maggior parte dei decessi correlati al caldo avviene in modo indiretto: infarti, ictus e insufficienze respiratorie diventano più frequenti man mano che l’organismo si sforza di raffreddarsi. Le persone anziane, i giovani e coloro che presentano patologie pregresse sono i soggetti più a rischio». I numeri ricordano come le estati siano diventate sempre più estreme, con un impatto sempre più pesante sulla salute delle persone.

Considerando il periodo compreso tra il 2000 e il 2025, spostandosi su un piano nazionale, su 17, 2 milioni di abitanti, l’Italia registra una media annua di 3. 947 decessi in eccesso per il caldo. Il 57%, circa 2. 256 morti all’anno, è direttamente attribuibile al riscaldamento globale causato dalle attività umane.

La categoria più colpita è quella dei fragili, come spesso avviene nei contesti di criticità, a partire dagli anziani: sono stati oltre 165 mila gli over 85 morti tra il 2000 al 2025, il 58% dei quali, dice lo studio, sarebbe stato vittima degli effetti del cambiamento climatico. I dati evidenziano, inoltre, come il riscaldamento globale stia esponendo a pericoli crescenti anche le fasce d’età più giovani.

Sono circa 6.000 le persone di età inferiore ai 65 anni morte nelle aree urbane analizzate a causa del caldo, durante l’estate del 2026. La città più colpita è la capitale, che detiene il triste primato di 577 vittime all’anno, di cui 350 direttamente causate dal cambiamento climatico.

Tornando ad un ambito regionale e considerando nuovamente il periodo giugno-agosto 2026, in Veneto, la seconda città che registra i numeri più preoccupanti è Verona, con 140 morti nei tre mesi estivi centrali, il 69% delle quali legate alla crisi climatica. Nello stesso periodo, a Treviso sono decedute 54 persone a causa di effetti correlati al caldo eccessivo, 35 delle quali (65%) dovute sempre al clima. Ad aggravare la situazione sono le emissioni di Co2 e di polveri sottili:

«Una scarsa qualità dell’aria, caratterizzata da elevati livelli di PM2, 5, PM10, SO2, NO2 e ozono troposferico (O3), aggrava gli effetti dei cambiamenti climatici, come il caldo estremo, sulla salute umana», conclude il professor Mistry, «in un certo senso, i due fenomeni sono correlati: il PM2, 5, il PM10 e gli altri inquinanti atmosferici derivano, in larga misura, dalla combustione di combustibili fossili, dal traffico e persino dagli incendi boschivi. Calore elevato e inquinamento sono deleteri».

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