Sulle Dolomiti la stagione sciistica si allunga fino al primo maggio, l’Anef: «Le piste sono in ottime condizioni»
Martedì il vento ha causato diverse chiusure. Il presidente Grigoletto: «Abbiamo mantenuto i livelli dello scorso anno»

Fa ancora freddo, c’è stata l’ultima spruzzata. La voglia di mare non ha ancora del tutto vinto l’ultima resistenza in pista. Dunque, Pasqua sugli sci. Anche se in tono minore, rispetto a passate edizioni. «Ci accontentiamo», ammette un sornione Marco Grigoletto, presidente degli Impiantisti dell’Anef. «Arriviamo da una stagione che, nonostante le guerre e l’incremento del prezzo dei carburanti, nonché la carenza di neve nella prima parte della stagione, ci ha visti mantenere i livelli della scorsa stagione. Anzi, con un soddisfacente +2%».
Una pausa e poi il presidente aggiunge, con un sospiro: «Speriamo che il prezzo della benzina, dopo Pasqua, non aumenti di molto, perché alcune stazioni provano a tener aperto per qualche settimana. E a Cortina, il Faloria e il Col Gallina, con coraggio fino ai primi di maggio».
Ieri, peraltro, le forti raffiche di foehn hanno interrotto la corsa di numerosi impianti, specie quelli più in quota. A Cortina addirittura una decina, compresi il 5 Torri, l’Averau, la Croda Negra, la baby Socrepes, la Lacedel Socrepes, la funivia per la Ra Valles e quella per Cima Tofana, ed altri impianti ancora. Oggi, però, la rete sarà tutta a disposizione. Almeno fino al 6 aprile, lunedì dopo Pasqua. Proveranno ad andare oltre, la seggiovia Falzarego fino al 3 maggio, la cabinovia Lacedel-Socrepes fino al 12 aprile, così pure la seggiovia Tofana Socopres e la Piè Tofana-Duca d’Aosta, la Duca d’Aosta-Pomedes, la Cortina-Colfiere-Col Drusciè, la Pian Ra Valles-Bus Tofana, mentre la sciovia Tondi sul Faloria chiuderà solo il 3 maggio. E fino a quella data funzioneranno pure la seggiovia Vitelli, la Funivia Faloria, la seggiovia Rio Gere-Pian de Ra Bigontina, la seggiovia Pian de Ra Bigontina. Quanto ad Auronzo e a San Vito di Cadore, gli impianti hanno smesso ancora a metà marzo, mentre a Misurina continueranno fino a lunedì.
Le località a quota più bassa e che non erano magari riuscite a preparare una base di neve programmata, prima dell’arrivo di quella fresca, hanno dovuto soccombere. Nel comprensorio di Arabba e della Marmolada, qualche struttura ha già chiuso domenica scorsa, ma la gran parte lo farà il 7 aprile, quindi aspettano l’ultimo giorni di possibile vacanza pasquale, mentre la funivia Porta Vescovo smetterà solo il 12 aprile, insieme ad altre cabinovie; la Pescoi, per contro, continuerà sino al 19, così pure la Forcella Europa. Il 7 sospenderà il servizio anche la funivia della Marmolada, che ieri è rimasta disattivata a causa del vento, in compagnia di altri impianti.
Al passo San Pellegrino si scierà fino al 12 aprile, ma la Pasqua (compreso il lunedì) sarà sciabile anche sulle piste intorno a Falcade. Pasqua e Pasquetta garantite sugli sci anche nel comprensorio del Civetta, mentre gran parte degli impianti della Val Zoldana e di Pala Favera sono già a riposto.
Selva di Cadore, invece, ne ha ancora di attivi fino a lunedì. Hanno smesso pure quelli di Padola, di Croce d’Aune, Monte Avena e Nevegal. «Le piste aperte si presentano, in ogni caso, nelle migliori condizioni», assicura Grigoletto, «grazie alle temperature notturne, stabilmente sotto lo zero, che stanno preservando una neve compatta. Una neve pure veloce che, come possono confermare gli sciatori, regge bene per tutta la giornata».
Le discese più ambite sono naturalmente quelle della Olympia, a Cortina, che vedono fiondarsi gli emuli di Federica Brignone e di Sofia Goggia. Il fondo è ancora il più performante che si posa pretendere; un’eredità lasciata dalla preparazione olimpica e paralimpica.
Se Cortina non si lamenta affatto dell’afflusso pasquale (“anzi”, ammette Sandra Ruatti presidente degli albergatori), altrove si sperava in un esito più confortante. «Per la verità è da dopo la pandemia», analizza Roberto Pais Bianco, albergatore di Auronzo ed assessore al turismo , «che Pasqua sta perdendo qualche colpo, a differenza del passato. La destagionalizzazione, semmai, riguarda l’estate, con l’anticipo degli arrivi a maggio ed il prolungamento sino a fine ottobre, anzi sino all'inizio di novembre».
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