«Svilente, sgradevole, penoso»: caso Pedrocchi, ecco cosa ne pensate

Abbiamo raccolto alcune delle risposte che ci avete mandato tramite il questionario che vi abbiamo proposto nei giorni scorsi. Quasi tutti concordate sul declino dello storico locale

Le vetrine commerciali al Caffè Pedrocchi
Le vetrine commerciali al Caffè Pedrocchi

Svilente, orrendo, imbarazzante, penoso. Inaccettabile, banale, triste, indecente. Vergognoso, decaduto, anonimo, sgradevole. No, non abbiamo chiesto a ChatGpt di farci un elenco di tutti gli aggettivi dall’accezione negativa previsti dalla lingua italiana. Sono i modi con cui avete definito la situazione in cui versa il Caffè Pedrocchi, rispondendo al sondaggio che in questi giorni vi stiamo proponendo su sito e social. Il monumento civile di Padova sta attraversando una fase di cambiamento.

Nelle sale storiche di uno dei simboli dell’Ottocento europeo stanziano in bella vista televisori, poltrone kitsch oggetti e arredamenti non degni del valore che il Caffè Pedrocchi ha per la città di Padova e per l’Europa tutta. Un patrimonio che appartiene alla comunità, come da volere testamentario di Domenico Cappellato Pedrocchi, datato 1891.

Le risposte dei padovani

Tante le critiche, dirette per la maggior parte alle gestione del locale. «Assurda, ad iniziare dagli interventi in sala Rossa (sala dei professori) cambiando gli specchi storici dietro il bancone con elementi che sembrano domopak dorati; riduzioni del bancone monumentale che caratterizzava la sala con la sua imponenza. Il resto va molto oltre nell' obbrobrio. Riportarlo ai suoi storici splendori e ricordi per noi padovani oltre che vecchi goliardi», dice Renato da Padova. Ovviamente, sono proprio i cittadini patavini a esprimere il dissenso in modo più fragoroso.

CASO PEDROCCHI, PER APPROFONDIRE

Carlo indica il Quadri di Venezia come esempio da seguire:«Il Pedrocchi è diventato un locale come tanti, per certi versi anche peggio viste alcune soluzioni di cattivo gusto come i mobili modello Ikea e il bazar con tante cose in vendita, lontano dall'idea originale di Jappelli. Va dato in gestione a chi è in grado di valorizzarlo e di ridare al locale il prestigio che merita. Anche il Quadri a Venezia è rinato, grazie alla gestione Alajmo». Laura punta il dito contro il servizio «pessimo, lento e con  prezzi sempre alti. La zona per il servizio al banco è brutta e dozzinale e spesso si creano lunghe file».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Francesco Gnesotto: «Penso sia disastrosa, come ben descritto dall'articolo di Paolo Possamai. Il confronto con altri famosi caffè italiani, europei e non solo è davvero imbarazzante, anche considerando che il Pedrocchi è senz'altro il più bello dal punto di vista architettonico e conserva ancora (fino a quando?) arredi di grande pregio. In un contenitore di tale valore si è installata una indecorosa fabbrica di soldi».

Alice racconta di un’esperienza negativa vissuta in prima persona: «Ho fatto colazione un sabato mattina all'aperto qualche mese e la situazione era abbastanza desolante. Tavoli sporchi, piccioni che ci camminavano sopra, personale improvvisato e impreparato, non sapevano nemmeno quali pastine o brioches fossero disponibili». «Situazione assurda, ad iniziare dagli interventi in sala Rossa (sala dei professori) cambiando gli specchi storici dietro il bancone con elementi che sembrano domopak dorati» è il commento di Renato. «Ci sono dei punti in cui sembra un bar da cinesi: scatoloni in giro, cose messe per aria, disordine. Feste non in linea col locale», dice invece Michele Penzo.

Questo è il Caffè Pedrocchi che vogliamo? Diteci la vostra
Uno dei mobili Ikea all'interno del Caffè Pedrocchi

Menzione a parte merita un utente anonimo, che ha deciso di “rompere la quarta parete” e rispondere al sondaggio vestendo i panni proprio di Domenico Cappellato Pedrocchi, esprimendo in prima persona  il suo disappunto per la gestione del bar che ha lasciato ai padovani: «Ai miei tempi si entrava per discutere di politica, arte, rivoluzioni e poesia. Oggi, a quanto pare, si entra per chiedersi se quel mobile sia in saldo e se la crema idratante sia in promozione. Mi domando: se il Pedrocchi deve diventare un grande magazzino, almeno abbiate il coraggio di dirlo chiaramente».

Le altre risposte 

Ma le critiche non arrivano solo dai padovani. Anche chi scrive da altre città non vede di buon occhio ciò che sta diventando il Pedrocchi. Silvia da Mirano parla di «delusione», Denise da Vicenza sottolinea la mancanza di «appeal estetico». Da Salerno Pietro Fortunato dice che il caffè è stato «snaturato in maniera blasfema», «è diventato un luogo turistico nel senso peggiore del termine», secondo la triestina Noemi, che lo frequentava in passato ma ora non ci va più «perché mi fa tristezza».

«Persino la qualità dei prodotti è scadente e per niente all'altezza della sua reputazione», puntualizza invece Paolo da Adria. «Da cliente abituale non ci vado più. Ora è semplicemente orribile e volgare», è il commento di Maria Maddalena da Venezia.

Scorrendo tra le risposte, è davvero complicato trovare voci fuori da questo coro di critiche. A evidenziare un aspetto positivo dell’attuale gestione del Pedrocchi ci pensa Azzurra Cuomo da Venezia: «Le proposte di avvenimenti e cene a tema sono nettamente migliorate», anche se concorda che sull’arredamento ci voglia «maggiore ricerca, per mantenere alto il livello altrimenti il locale scade inesorabilmente». Secondo un altro utente «si tratta di una polemica inutile. Chiudetelo e fatene l'ennesimo spazio espositivo imbalsamato e sempre vuoto. Quel luogo ha smesso di essere parte di Padova da generazioni».

 

 

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