Una legge bipartisan in Veneto per chi si prende cura delle persone fragili

Focus sui caregiver, si inizia con formazione e fondi per un milione. Gli articoli legislativi ne riconoscono il ruolo come «componente attiva e risorsa della società»

Filippo Tosatto
Da sinistra Giovanni Manildo, Paola Roma, Alberto Stefani, Chiara Luisetto, Riccardo Barbisan
Da sinistra Giovanni Manildo, Paola Roma, Alberto Stefani, Chiara Luisetto, Riccardo Barbisan

Nel Veneto, ogni giorno, un esercito silenzioso stimato in oltre seicentomila volontari si prende cura delle persone care: il figlio fragile, il genitore anziano, il coniuge non autosufficiente, l'amico colpito da malattia, il vicino disabile. Un'opera paziente e gratuita, spesso invisibile, che include responsabilità affettiva e fatica personale. Agli artefici dell'assistenza non professionale, i caregiver, guarda il nuovo progetto di legge regionale bipartisan presentato venerdì 22 maggio a Palazzo Ferro-Fini.

Fortemente sostenuta da Alberto Stefani (che la indicò come priorità all'atto dell'insediamento), l'iniziativa muove da una proposta elaborata dalla consigliere dem Chiara Luisetto, condivisa dal presidente leghista: ridiscusso e aggiornato, il testo normativo rappresenta il primo esempio di convergenza tra maggioranza e opposizione nella legislatura.

Nel concreto, gli articoli legislativi riconoscono il ruolo del caregiver, "componente attiva e risorsa della società", inquadrano la sua figura nella rete dei servizi socio-sanitari, incentivano la formazione dei volontari di ogni età e, soprattutto, certificano l’attività di sostegno e cura svolta nel tempo perché le competenze acquisite siano valorizzate anche nel mondo del lavoro.

Un'attenzione specifica, infine, è riservata ai giovani assistenti esposti a difficoltà scolastiche: per favorire la conciliazione di studio e cura, il pdl prevede protocolli con scuole e università. I finanziamenti? La dotazione iniziale ammonta ad un milione di euro l'anno nel triennio 2026-2028 con l'impegno di attingere "ulteriori risorse" dal fondo riservato ai carichi assistenziali, che conta 69 milioni.

Al riguardo, un'indagine rivela che oltre il 70% dei volontari ritiene di aver bisogno d'aiuto. Scambio di esperienza con altri familiari caregiver, formazione, supporto psicologico, ore di sollievo e informazioni sui servizi disponibili, rappresentano le richieste prevalenti.

«Il lavoratore che si prende cura di un familiare a lungo termine va agevolato nel contesto occupazionale, analogamente, lo studente che assiste una persona merita una mano superando, ad esempio, l’obbligo di frequenza attraverso strumenti che oggi la tecnologia rende facilmente accessibili. Ci tenevo personalmente a portare avanti questa iniziativa e sono lieto che il consiglio ne abbia colto l'importanza, superando lo schema tradizionale di destra e sinistra», il commento di Stefani.

Al riguardo, Giovanni Manildo, capogruppo del Pd, esprime «soddisfazione per il passo compiuto insieme». «Credo che l'opposizione debba lavorare per il cambiamento senza erigere barricate ma, al tempo stesso, vigilare con rigore sulle scelte amministrative compiute. Abbiamo capacità e progettualità da mettere in campo», conclude, «e vogliamo che queste si trasformino in azioni concrete, sempre nell’interesse dei cittadini».

Otto milioni di persone

«Riconoscere la cura continuativa come una questione sociale e non soltanto domestica, contribuisce a costruire una società migliore, capace di stare accanto a chi oggi troppo spesso non vediamo», fa eco Luisetto, ricordando che «più della metà degli otto milioni di caregiver censiti in Italia lamenta un peggioramento della salute mentale e quasi il 50% denuncia un deterioramento della salute fisica. Perciò diventa fondamentale sostenere queste figure, sempre più centrali nel sistema del welfare».

Né si tratta di un obiettivo velleitario: «In materia, il disegno di legge nazionale in discussione in Parlamento consente ad ogni Regione di assumere proprie decisioni e definire strumenti adeguati alle specifiche esigenze del territorio», ricorda l'assessore al sociale Paola Roma, mentre Riccardo Barbisan, il capogruppo della Lega, plaude al "nuovo modo di fare politica, che riconosce gli stessi bisogni approntando soluzioni condivise" e a nome della maggioranza promette un "lavoro celere in commissione" in vista dell'approdo in aula per la conversione definitiva in legge.

Il progetto contiene una clausola: con cadenza annuale, la giunta presenterà alla competente commissione consiliare una relazione sui risultati ottenuti nella promozione e nella realizzazione degli interventi indicati. Prevista, infine, l’istituzione della Giornata del Caregiver, da celebrarsi ogni anno il 6 ottobre, in coincidenza con l'analoga ricorrenza già introdotta dalla Ue.

 

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