Pochi bambini e molti pensionati: nasce un centro anziani al posto della scuola
Il caso a Gaiarine, in provincia di Treviso. Le scuole si riorganizzano, mentre gli spazi che rischiano di restare vuoti potrebbero diventare luoghi di accoglienza per le persone fragili

Meno bambini tra i banchi, più anziani da assistere. Il calo demografico cambia il volto di Gaiarine e impone di ripensare i servizi, a partire dagli edifici scolastici. Le scuole si riorganizzano, mentre gli spazi che rischiano di restare vuoti potrebbero diventare luoghi di accoglienza per le persone fragili.
È la prospettiva delineata dall'amministrazione comunale, che ha presentato l’altra sera in consiglio comunale il nuovo assetto.
Il progetto prevede di concentrare le due primarie a Francenigo e trasferire la scuola secondaria di primo grado a Gaiarine, dove ora c'è l'elementare.
Per l'edificio di Calderano, che oggi ospita le medie, il Comune punta invece a una nuova destinazione sociale: una struttura per persone in situazione di fragilità e solitudine, con l'ipotesi di un'accoglienza anche agli anziani.
L’età della popolazione
I numeri raccontano infatti una popolazione scolastica destinata a ridursi. Quest'anno le primarie contano 96 alunni a Gaiarine e 129 a Francenigo, per un totale di 225 bambini distribuiti in 12 classi. Nei prossimi anni è previsto un ulteriore calo.
Alla scuola media gli studenti sono invece 198. A confermare la tendenza sono anche i dati sulla popolazione per età del 2025: tra zero e 18 anni si contano 907 residenti. Nella fascia tra zero e quattro anni i bambini sono 183, contro i 225 tra 5 e 9 anni.
Un meno 19% che segnala e anticipa le difficoltà che potrebbero emergere nei prossimi anni sul fronte delle iscrizioni a scuola.
Scelta difficile
«È una scelta difficile, ma responsabile, dettata dal calo demografico e dalla necessità di garantire un servizio scolastico di qualità», spiega il sindaco Diego Zanchetta. L'obiettivo è mantenere una presenza dell'istruzione in entrambe le frazioni, mentre ad Albina rimane la scuola materna, e contemporaneamente rispondere a bisogni sociali che diventano sempre più evidenti. La riorganizzazione, nelle intenzioni del Comune, non si limita dunque a spostare classi e studenti. Punta anche a dare un'altra funzione a un edificio pubblico, intercettando le necessità di chi vive fragilità e solitudine.
Nuovi bisogni
«Sappiamo bene che una frazione senza scuola perde attrattività e vivacità. Nel contempo dobbiamo pensare concretamente ai nuovi bisogni del paese, come gli anziani e quindi la solitudine, e alla fragilità, un altro tema che non possiamo fare finta che non esista. Stiamo dialogando con diverse figure professionali e in tempi record abbiamo presentato l'idea anche in Regione», sottolinea Zanchetta.
L'assessore all'istruzione, Valentina Pezzin, ricorda che il progetto sull'organizzazione scolastica era iniziato da oltre un anno. «Era una riflessione che stava maturando da tempo, anche grazie al dialogo avviato con la scuola su questi temi. L'opportunità emersa per il plesso di Calderano ha accelerato i tempi e reso concreta una strada che era già stata tracciata. Il finanziamento recente ha cambiato l'ordine delle carte in tavola», chiosa l'assessore.
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








