Prenotazioni solo on line, così la tecnologia aumenta le difficoltà per i cittadini

Appuntamenti solo online, mesi di attesa per passaporti e visite mediche, uffici pubblici difficili da raggiungere e procedure diverse da ente a ente. Viaggio nella burocrazia veneta (e il digitale sembra non aiutare)

Renzo Mazzaro
Burocrazia da incubo in Veneto: sportelli chiusi e attese infinite
Burocrazia da incubo in Veneto: sportelli chiusi e attese infinite

Viaggio nella burocrazia che ci avvelena le giornate: appuntamenti solo on line e a numero chiuso con Agenzia delle entrate, Inps, Inail, Motorizzazione e uffici statali in genere; nessuna corsia per le emergenze, ignorati tutti quelli che non sanno usare lo smartphone, le App, lo Spid; sportelli unici Suap con procedure diverse da Comune a Comune; visite specialistiche rinviate sine die dal sistema sanitario; code di ore e ore al pronto soccorso; pagamenti con modalità sui generis per il passaporto, che già costa mesi di attesa (ma se vuoi rinnovarlo all’estero, per esempio in Inghilterra, l’amministrazione italiana te lo consegna in 35 minuti).

Non parliamo dei processi penali che durano anni, delle sentenze della giustizia civile che arrivano quando non servono più. Delle Soprintendenze che vigilano sui vincoli ma non sono vincolate a rispettare i tempi dei loro pareri.

Delle Camere di commercio con accessi negati e procedure diverse da provincia a provincia. Degli utenti costretti ogni volta a dichiarare domicilio, codice fiscale, partita Iva eccetera, perché i database degli enti pubblici non comunicano. E avanti.

Le cosa che non funzionano

Il campionario delle cose che funzionano male nella pubblica amministrazione è sotto gli occhi di tutti, a cominciare dal Governo che non a caso ha approvato lo scorso novembre una legge annuale per la semplificazione normativa (A.C. 2393-A) e della Regione Veneto che a gennaio ha aperto un tavolo per la sburocratizzazione.

«Questo tavolo non sarà una iniziativa spot», ha annunciato l’assessore Massimo Bitonci, «sarà strutturale e prevede dei sotto tavoli di confronto che costituiremo per verificare con gli interlocutori i risultati raggiunti e definire le correzioni».

Tavoli operativi

Buono a sapersi. Non vorremmo stare con il fiato sul collo all’assessore Bitonci, ma a che punto siamo con il lavoro, in particolare con i sotto tavoli operativi?

«Eh, siamo appena partiti», replica lui, «stiamo ancora raccogliendo tutta una serie di suggerimenti, che io ho chiesto molto puntuali e anche di carattere normativo. Ho fatto incontri singoli con le associazioni, con l’Ordine degli ingegneri per esempio. Qui posso dare una novità: gli ingegneri hanno suggerito un incontro, che faremo a breve, con loro e le Soprintendenze, per vedere se c’è la possibilità di scrivere delle linee guida tra le parti, in modo che per determinati tipi di opere il professionista e la Soprintendenza sappiano già le cose da fare, così da ridurre i tempi d’attesa».

Magnifico, si può fare lo stesso con l’Agenzia delle entrate? «Conosco bene l’Agenzia delle entrate, sono un commercialista anch’io e come tale parte lesa della burocrazia statale», risponde Bitonci.

«Noi cerchiamo di semplificare le strutture regionali: le cose da correggere su cui non possiamo mettere mano, faranno parte di un fascicolo che invieremo per conoscenza ai ministeri competenti. O magari potremo trasformarle in una proposta regionale di iniziativa nazionale. Quanto ai sotto tavoli operativi, entro un paio di settimane faremo il riscontro di tutte le osservazioni e proposte che ci sono state inviate. Dopo di che li organizzeremo chiedendo ai nostri interlocutori quanti devono essere, per quali temi, in che modo costituirli».

Riordino generale

Per la parte regionale Bitonci sta lavorando ad un riordino generale delle leggi sul commercio, riunificate in un testo unico già trasmesso in commissione; alla semplificazione degli adempimenti Suap e Scia (segnalazione certificata d’inizio attività); ad un collegamento dati attraverso un’interfaccia stabile con le Camere di commercio; al riordino dei siti della Regione, dove spicca la creazione di un terminale multilingue per investitori interessati ai finanziamenti europei previsti nelle zone logistiche semplificate (Zls); all’approvazione delle «zone di accelerazione» dove l’insediamento di attività potrà fare a meno della valutazione d’impatto ambientale.

Questioni che si tirano dietro accordi in fase di studio con Terna e con Gse, società statale per la gestione dei servizi energetici. Bitonci, assessore leghista, fa rientrare tutto questo nella «semplificazione burocratica», delega che però appartiene all’assessore al bilancio Filippo Giacinti di Fdi. La sua è alla «sburocratizzazione»: quando gli facciamo notare che non sono la stessa cosa – sburocratizzare vuol dire ridurre le norme, semplificare tagliare gli atti – non batte ciglio: «Faremo insieme il prossimo incontro».

Meglio, quattro mani lavorano più di due, se non si intralciano. Noi approfondiremo tutto questo nell’inchiesta che prende avvio oggi.

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