Per la prima volta in Veneto avvistata l’aquila di Bonelli: «Rapace rarissimo»

A intercettarla, a metà maggio, è stato il naturalista e divulgatore Aldo Tonelli mentre osservava il passaggio dei migratori. In Italia vive soprattutto in Sicilia, dove conta poche decine di coppie

Giada Zandonà
L'aquila di Bonelli, rarissimo rapace avvistato nel padovano
L'aquila di Bonelli, rarissimo rapace avvistato nel padovano

 

Un giovane rapace venuto da lontano, un’apparizione che dura pochi istanti e poi sparisce nel cielo dei Colli Euganei, lasciando stupore e una domanda: davvero qui è passato uno degli uccelli più rari d’Europa? Per la prima volta in Veneto, precisamente nei cieli di Arquà Petrarca, è stata osservata l’aquila di Bonelli, o aquila fasciata, un rapace rarissimo mai segnalato prima nella regione.

A intercettarla, a metà maggio, è stato il naturalista e divulgatore Aldo Tonelli mentre osservava il passaggio dei migratori.

Da alcuni anni Tonelli segue i grandi rapaci che utilizzano i Colli come punto di sosta e riferimento durante gli spostamenti migratori. Anche quest’anno, armato di binocolo e macchina fotografica, stava monitorando il cielo mattutino quando qualcosa ha attirato la sua attenzione.

«Mi aspettavo di vedere bianconi e falchi di palude», racconta, «ma a un certo punto ho notato un animale diverso». Il rapace stava infatti volando assieme ad altri migratori, mimetizzato in un traffico aereo naturale che negli Euganei, in primavera, è quasi quotidiano. Capire subito di cosa si trattasse, però, era impossibile

. «Sul campo nessuno pensa all’aquila di Bonelli. In Italia vive soprattutto in Sicilia e conta poche decine di coppie, mentre in Veneto non era mai stata osservata», continua il naturalista, che ha fatto quello che fanno gli appassionati di birdwatching davanti a un mistero: fotografare. Le immagini sono state inviate a esperti italiani, soprattutto del Sud, abituati a osservare la specie.

La risposta è arrivata veloce: si tratta di un’aquila di Bonelli, probabilmente al secondo anno di vita.

Un dettaglio ha aiutato gli specialisti a identificarla. Il nome “fasciata” non deriva infatti da bande sotto le ali, come spesso si pensa, ma dalla fascia scura che nell’adulto compare sotto la coda. Nell’esemplare avvistato la caratteristica mancava: si trattava di un immaturo, un giovane senza il piumaggio definitivo. Una sorta di adolescente del cielo che curiosava sopra le colline prima di riprendere il viaggio.

«L’aquila di Bonelli è un rapace in condizioni ancora fragili a livello europeo: nel continente si stimano meno di mille coppie e in Italia la popolazione sta lentamente recuperando grazie soprattutto ai progetti di conservazione attivati in Sicilia» spiega Tonelli «Negli anni Ottanta la specie si era persino estinta in Sardegna dove ora è in atto un progetto di reintroduzione».

I Colli non smettono di stupire, ma diminuiscono molte altre specie: «Il territorio resta una sorta di isola verde nella Pianura Padana, un riferimento per chi migra e per le specie che si spostano o ampliano il proprio areale.

Ecco perché quel fugace passaggio racconta qualcosa di più di un semplice avvistamento. Continuiamo ad alzare gli occhi al cielo», conclude Tonelli, «e a proteggere questi luoghi, perché i Colli devono restare un parco naturale, non solo un parco divertimenti».

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