Caldo in Veneto, allerta gialla prorogata: temperature elevate almeno fino a lunedì 22

La Protezione Civile mantiene l’allerta gialla per rischio ondate di calore. Temperature elevate e disagio fisico attesi su gran parte del Veneto almeno fino a lunedì, con alcune eccezioni nelle aree montane

Le temperature previste nel weekend (Windy)
Le temperature previste nel weekend (Windy)

L’arrivo dell’anticiclone subtropicale africano porterà nei prossimi giorni un progressivo aumento delle temperature su tutto il Veneto, determinando condizioni di prevalente stabilità atmosferica e una fase di caldo intenso che potrebbe raggiungere il proprio apice tra la metà e la seconda parte della prossima settimana. Saranno comunque possibili locali temporali di calore sulle zone montane nelle ore centrali della giornata, ma senza effetti significativi sull’andamento generale delle temperature.

A conferma della situazione in evoluzione, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile del Veneto ha dichiarato l’allerta gialla per disagio fisico da caldo. La fase di attenzione è stata attivata per la giornata odierna su gran parte del territorio regionale, con esclusione di alcune aree montane, mentre per la giornata di domani l’allerta interesserà l’intero Veneto.

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto ha dichiarato l’allerta gialla (fase di attenzione) per caldo per la giornata di oggi 18 giugno, ad eccezione delle zone Dolomiti orientali, Dolomiti occidentali, Feltrino, Prealpi vicentine Altopiano dei Sette Comuni, Prealpi orientali Baldo e Lessinia settentrionale, Prealpi bellunesi Valbelluna/Feltrino, Alpago Cansiglio, Prealpi trevigiane, e su tutto il territorio regionale domani 19 giugno.

«Ci attende un’ondata di caldo importante, caratterizzata non solo da temperature massime molto elevate, ma anche da valori minimi particolarmente alti durante le ore notturne», dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Elisa Venturini.

«È proprio la difficoltà di raffrescamento nelle ore notturne a rappresentare uno degli elementi di maggiore attenzione, perché può aumentare il disagio fisico e rendere più difficile il recupero dell’organismo, soprattutto per anziani, bambini e persone con patologie croniche».

Le previsioni

Secondo le previsioni, tra venerdì e sabato le temperature minime raggiungeranno valori compresi tra 22 e 24 gradi su gran parte della pianura. Da domenica e almeno fino alla metà della prossima settimana si potranno registrare minime anche di 25-26 gradi. Le temperature massime si manterranno su valori molto elevati, con punte comprese tra 34 e 36 gradi e locali picchi fino a 37 gradi nelle aree interne della regione. Contestualmente crescerà anche il livello di disagio fisico, che potrà raggiungere livelli intensi in molte zone del Veneto.

«Invitiamo tutti i cittadini ad evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, a mantenersi adeguatamente idratati e a prestare particolare attenzione alle persone più fragili e a chi vive da solo», dice Venturini.

L’assessore ricorda inoltre che la Regione del Veneto, attraverso ARPAV, mette a disposizione dei cittadini uno strumento utile e facilmente consultabile per monitorare gli effetti del caldo sul territorio.

«Sul sito di ARPAV è disponibile la mappa dell’Indice di Disagio Fisico, basata sull’indicatore Humidex, che permette di conoscere in tempo reale il livello di afa e di stress termico nelle diverse aree della regione», spiega Venturini. «Grazie a una rappresentazione grafica semplice e immediata, ogni cittadino può verificare le condizioni della propria zona e, attraverso i dati delle singole stazioni, controllare anche l’andamento delle ultime 72 ore, comprendendo se il caldo si sia mantenuto elevato anche durante la notte».

La piattaforma consente infatti di visualizzare le condizioni rilevate dalla rete di monitoraggio regionale attraverso una scala cromatica intuitiva che evidenzia le aree maggiormente interessate dal disagio da calore. Uno strumento particolarmente utile nei periodi caratterizzati da temperature elevate e persistenti.

«Informazione, monitoraggio e comportamenti corretti sono elementi fondamentali per affrontare in sicurezza le ondate di calore, che negli ultimi anni stanno diventando sempre più frequenti e intense a causa dei cambiamenti climatici», conclude l’assessore.

Le analisi storiche della rete di telerilevamento ARPAV, attiva dal 1992, evidenziano infatti come la seconda parte di giugno sia spesso interessata da fasi molto calde. Tra gli anni più significativi si ricordano il 2025, risultato il secondo giugno più caldo dopo il 2003, ma anche il 2022, il 2021, il 2019 e il 2012, tutti caratterizzati da periodi prolungati di temperature sensibilmente superiori alla media stagionale.

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi