Alemagna ripulita dalla colata di giovedì. Frana in Val di Zoldo: un masso finisce sulla provinciale

La strada è stata chiusa per permettere il sopralluogo della squadra di Veneto Strade: la riapertura a senso unico alternato è scattata sabato pomeriggio, dopo la rimozione dei detriti

Colate sotto la Croda Marcora ma anche ai piedi dell’Antelao. Quindi a San Vito e a Cancia, ma senza conseguenze nella frazione di Borca di Cadore. Con la chiusura della statale 51 di Alemagna, invece, a San Vito. Statale che è rimasta stoppata pure in Fadalto. 

E ieri sera, venerdì 29 agoato verso le 22.15, un masso di grandi dimensioni è caduto in strada a causa del maltempo al km 110 della Sp 251 della Val di Zoldo e Val Cellina, località Soffranco.Dopo una notte con la strada bloccata, nel pomeriggio di sabato 30 agosto la strada è stata riaperta a senso unico alternato.

Ma torniamo all’Alemagna: la statale, chiusa giovedì sera a San Vito di Cadore, è stata riaperta solo alle 10.30 di ieri mattina. A monte, infatti, si è mossa una colata tra i 15 ed i 20 mila metri cubi di materiale che hanno fatto arrivare in strada fango e sassi per qualche centinaio di metri cubi. Ma la configurazione del versante, sotto la parete della Croda Marcora, si è modificata radicalmente, per cui la rete dei sensori deve essere rivista. E, da ieri pomeriggio, a San Vito, come a Cortina, è ritornata la paura di ulteriori chiusure, questa volta più prolungate, proprio per motivi di sicurezza. Intanto, dall’altra parte dell’Alemagna, sul Fadalto, la statale è rimasta chiusa per più di 30 ore ed è stata riaperta al traffico ieri mattina. Giovedì sera, dunque, a San Vito, a seguito delle intense precipitazioni, una colata detritica di rilevanti dimensioni si è attivata a monte della località Ponte Venco.

Un movimento non previsto, almeno nelle dimensioni date. Infatti i tecnici dicevano che sul versante sotto il Marcora si trovavano ancora dai 30 ai 40 mila metri cubi di materiali, ma che questi, per la gran parte, si erano stabilizzati nelle opere di mitigazioni realizzate dalle imprese dell’Anas. Compreso il massiccio vallo che questa notte ha trattenuto la gran massa in movimento che altrimenti sarebbe piombata sull’Alemagna. Gli scrosci di pioggia sono stati così violenti che anzitutto hanno liberato centinaia, forse qualche migliaio di metri cubi di depositi dei crolli dai canali della stessa parete del Marcora. Questa prima colata avrebbe fatto pressione, insieme all’abbondante acqua, anche sui volumi a terra. In particolare sono state pesantemente erose alcune opere di difesa realizzate dall’Anas.

«Fortunatamente, la gran massa di materiale», afferma Massimo Bortoluzzi, consigliere delegato della Provincia, «è stata contenuta efficacemente dai rilevati e dalle opere emergenziali, evitando impatti diretti importanti sulla sede stradale. Infatti, solo una limitata quantità di materiale detritico ha raggiunto la carreggiata, materiale che è stato rimosso alle prime luci dell’alba». Si diceva della precipitazione violenta: è successo anche sopra Cancia che la pioggia abbia messo in movimento quella componente detritica, peraltro di contenute dimensioni, che non era stata ancora rimossa o che nelle settimane scorse è stata alimentata dai distacchi dall’Antelao.

La colata, quindi, ha cambiato la configurazione del versante a San Vito. Già ieri mattina le imprese incaricate dall’Anas e quelle dei Servizi Forestali si sono messe all’opera per asportare i materiali ingombranti e ripristinare il canale e l’alveo del Venco. «Al tempo stesso», fa sapere Bortoluzzi, «abbiamo contattato anche l’installatore del sistema di monitoraggio Axatel per le verifiche sul funzionamento del sistema di monitoraggio, che ha dato indicazioni utili per la gestione tempestiva dell’emergenza. Probabilmente verranno individuate nuove dislocazioni degli accelerometri e dei pendoli. La Provincia di Belluno continuerà a monitorare la situazione, in costante collaborazione con tutti gli enti coinvolti, per garantire la sicurezza del territorio». A confermare la dimensione della colata dell’altra sera è anche il sindaco di San Vito, Franco De Bon, che ieri pomeriggio ha parlato al termine di un’ispezione di una massa da 20 mila metri cubi.

Dopo oltre 30 ore di chiusura per il rischio frane dato il maltempo, la statale 51 di Alemagna è stata riaperta tra Nove e Fadalto. I residenti nel frattempo hanno dovuto utilizzare la A27 pagando il pedaggio: «Ringrazio Anas per il sistema di allerta fondamentale per garantire la sicurezza degli automobilisti», sottolinea il sindaco, Mirella Balliana.

​​​​​​

 

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi