Veneto Sviluppo rastrella liquidità insieme ai friulani

VENEZIA. Il nuovo corso della finanziaria regionale Veneto Sviluppo, dopo il cambio al vertice, è stato al centro del primo confronto tra la commissione Attività Produttive, presieduta da Luca Baggio...
Zago Treviso Giorgio Grosso
Zago Treviso Giorgio Grosso

VENEZIA. Il nuovo corso della finanziaria regionale Veneto Sviluppo, dopo il cambio al vertice, è stato al centro del primo confronto tra la commissione Attività Produttive, presieduta da Luca Baggio (Lega) e il presidente della Spa regionale Giorgio Grosso (nella foto), accompagnato dal direttore generale Gianmarco Russo. Un confronto voluto per approfondire l’operato e le strategie finanziarie di Veneto Sviluppo, reduce da due esercizi chiusi in rosso, e le sue capacità di sostegno delle imprese piegate dalla crisi.

«Stiamo spostando le nostre risorse dall’area dei finanziamenti agevolati a quella delle garanzie», ha affermato Grosso «con l’attuale liquidità, oltre mezzo milione di euro l’anno, stiamo agendo in sinergia con i Confidi e mettendo in campo un nuovo sofisticato strumento, il “tranched cover”, che va a garantire la percentuale di inesigibilità registrata dalle banche per le diverse categorie di azienda e settori produttivi, moltiplicando così l’efficacia dei nostri fondi: nel 2012 Veneto Sviluppo ha ricevuto solo una cinquantina le richieste di garanzia primaria (pratica complessa e onerosa), invece con lo strumento del tranched cover consentiremo alle banche di finanziare migliaia di imprese facendoci carico della percentuale di rischio di insolvenza. Una prima misura di tranched cover, che vale 127 milioni di euro, potrà garantire credito a circa 400/500 imprese e con successive ulteriori misure Veneto Sviluppo dovrebbe riuscire a garantire liquidità a una platea di 2-3mila imprese». Oltre allo strumento delle garanzie, la finanziaria regionale sta sviluppando anche la partecipazione ai capitali di rischio delle imprese, privilegiando le star-up di nicchia, come aziende medicali innovative, società informatiche, cooperative agricole iperspecializzate come quella che sta producendo il “sigaro del Brenta”, o aziende che rinascono dalle proprie ceneri come le Fonderie Zen di Padova. La nuova frontiera della finanziaria sarà la creazione di una Sgr (società di gestione del risparmio) insieme all’omologa società Friulia della confinante regione, per raccogliere liquidità da investire in progetti aziendali di innovazione o di riqualificazione».

L’attenzione dei consiglieri si è concentrata sulle ragioni del passivo maturato tra il 2011 (3 milioni) e il 2012 (8 milioni), sotto la presidenza Vanoni. «Dovremo valutare se le perdite sono la conseguenza di azioni improprie», ha scandito Baggio «o se sono il frutto di politiche di indirizzo e aziendali da rivedere». Riserve sono arrivate da Roberto Fasoli (Pd) ch ha chiesto di verificare se i meccanismi di garanzia e di «credito virtuoso» attivati da Veneto Sviluppo incontrano la disponibilità degli istituti bancari e siano efficaci come strumenti anticrisi. Più che positivo il giudizio di Dario Bond, capogruppo del Pdl: «Veneto Sviluppo hainnescato la marcia giusta grazie anche alla nuova politica di marketing territoriale perseguita. Raccomando di privilegiarele imprese che creano occupazione e tengono in vita intere filiere produttive, come l’Acc di Mel, nel settore dei compressori e della catena del freddo».

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